Di Pesach Benson • 26 aprile 2026
Gerusalemme, 26 aprile 2026 (TPS-IL) — I batteri possono impedire ai batteri vicini di acquisire geni utili, compresi quelli che conferiscono resistenza agli antibiotici, distruggendo il DNA condiviso durante il trasferimento, secondo un team di ricercatori israeliani, indiani e tedeschi che ha scoperto che i microbi esercitano un controllo molto maggiore sullo scambio genetico di quanto si pensasse in precedenza.
La resistenza agli antibiotici è la capacità dei batteri di sopravvivere e continuare a moltiplicarsi nonostante il trattamento con farmaci che normalmente li ucciderebbero o ne arresterebbero la crescita. È causata da cambiamenti genetici nei batteri, spesso guidati dall’uso eccessivo e improprio di antibiotici, che consentono l’emergere e la diffusione di ceppi resistenti.
Man mano che i batteri si evolvono per resistere ai farmaci esistenti, malattie come la polmonite, le infezioni del tratto urinario e le infezioni del flusso sanguigno diventano più difficili – e talvolta impossibili – da curare. Le autorità sanitarie, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità, avvertono che le infezioni resistenti contribuiscono già a milioni di morti ogni anno in tutto il mondo e potrebbero aumentare drasticamente senza un intervento efficace.
Lo studio, guidato da scienziati della Hebrew University-Hadassah Medical School di Gerusalemme, ha scoperto che i batteri non sono semplicemente sistemi aperti che condividono liberamente tratti utili. Al contrario, possono bloccare il trasferimento di geni benefici alle cellule vicine distruggendo il DNA in arrivo prima che si stabilizzi. Hanno partecipato anche ricercatori del Central Food Technological Research Institute di Mysore, India, e dell’Institute for Cell Biology della Germania presso l’Università di Tubinga.
“Questa scoperta cambia il modo in cui pensiamo alle comunità batteriche”, ha affermato la Prof.ssa Sigal Ben-Yehuda della Hebrew University, una delle autrici principali dello studio. “I batteri non si limitano a cooperare condividendo geni – competono e decidono attentamente cosa tenere e cosa rifiutare.”
I batteri scambiano spesso materiale genetico attraverso plasmidi, piccole molecole di DNA che possono trasportare tratti vantaggiosi come la resistenza agli antibiotici. La ricerca si è concentrata su un meccanismo di trasferimento genico relativamente identificato di recente che coinvolge minuscole strutture note come nanotubi, che collegano cellule batteriche vicine e consentono uno scambio di DNA diretto, basato sul contatto.
A differenza di processi più familiari come la trasformazione o la coniugazione, il trasferimento mediato da nanotubi consente al DNA di muoversi in entrambe le direzioni, consentendo alle cellule di donare o acquisire materiale genetico.
Tuttavia, lo studio ha rilevato che questo scambio è tutt’altro che illimitato. I ricercatori hanno identificato una proteina chiamata YokF che agisce come una barriera molecolare, degradando selettivamente il DNA mentre attraversa questi nanotubi.
“YokF funziona come un guardiano”, ha affermato il Prof. Ilan Rosenshine, coautore dello studio. “Può fermare i plasmidi sul posto, impedendo ad altri batteri di acquisire tratti che altrimenti potrebbero conferire loro un vantaggio.”
Limitando la diffusione dei plasmidi, YokF riduce la velocità con cui i geni di resistenza agli antibiotici possono muoversi attraverso le popolazioni batteriche. Ciò suggerisce che i batteri potrebbero utilizzare tali meccanismi per mantenere un vantaggio competitivo in ambienti affollati, dove l’accesso a geni benefici può determinare la sopravvivenza.
Ulteriori analisi hanno dimostrato che proteine simili sono diffuse tra molti batteri Gram-positivi, indicando che questa forma di controllo genetico è probabilmente comune piuttosto che eccezionale.
“Capire come i batteri controllano il trasferimento del DNA apre nuove possibilità”, ha affermato Ben-Yehuda. “Se riusciremo a influenzare questi meccanismi, potremmo essere in grado di rallentare o limitare la diffusione della resistenza agli antibiotici.”
Prendendo di mira proteine come YokF o mimando la loro funzione di “guardiano”, gli scienziati potrebbero essere in grado di limitare la velocità con cui i geni di resistenza si spostano tra i batteri, contribuendo a preservare l’efficacia dei farmaci esistenti. Più in generale, la capacità di controllare quali geni vengono condivisi potrebbe consentire ai ricercatori di modellare le popolazioni batteriche, promuovendo microbi benefici e limitando quelli dannosi nel corpo umano o nell’agricoltura.
La ricerca ha anche implicazioni per la biotecnologia e i trattamenti futuri. Una migliore comprensione di come i batteri bloccano il trasferimento del DNA potrebbe aiutare a migliorare le tecniche di trasferimento genico utilizzate per produrre farmaci, enzimi e biocarburanti, sia superando queste difese naturali sia utilizzandole per impedire la diffusione incontrollata di geni ingegnerizzati. Inoltre, indica nuove strategie antimicrobiche che si concentrano non sull’uccisione diretta dei batteri, ma sull’impedire loro di acquisire tratti che li rendono più pericolosi.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista peer-reviewed *Nature Microbiology*.
Scienziati Decodificano il Meccanismo Batterico alla Base della Resistenza ai Farmaci
Scienziati della Hebrew University-Hadassah Medical School di Gerusalemme hanno scoperto che i batteri distruggono il DNA per bloccare il trasferimento genico, con un impatto sugli antibiotici.

Foto di Itzik Bellenitzki/TPS del 23 aprile 2017



