Di Pesach Benson • 8 settembre 2026
Gerusalemme, 8 settembre 2026 (TPS-IL) — Scienziati israeliani hanno identificato un sistema precedentemente irrisolto, regolato dal calcio, che aiuta i semi delle piante a controllare il sale potenzialmente dannoso prima che emergano dal suolo, fornendo nuove intuizioni su come le piante mantengono l’equilibrio minerale necessario per germinare in condizioni saline.
I risultati potrebbero eventualmente aiutare a sviluppare colture più capaci di germinare in terreni salini. Identificando il sistema che aiuta le giovani piante a mantenere un equilibrio tra sodio e potassio, la ricerca potrebbe aiutare gli scienziati a selezionare o modificare geneticamente colture con una maggiore tolleranza al sale.
La salinità del suolo è un grave problema agricolo globale. Quasi 1,4 miliardi di ettari di terra in tutto il mondo sono già colpiti dal sale, inclus il 10% dei terreni agricoli sia irrigati che piovosi, secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.
Lo studio, guidato dal Dott. Doron Shkolnik dell’Università Ebraica di Gerusalemme, ha scoperto che la segnalazione del calcio aiuta a coordinare tre proteine—CAMTA6, PP2C49 e HKT1;1—durante la germinazione dei semi sotto stress salino.
Questo equilibrio è cruciale. Le piante hanno bisogno di potassio affinché le loro cellule funzionino correttamente, mentre un eccesso di sodio può interferire con tali funzioni. Il sale rende anche più difficile per i semi assorbire acqua.
Alcuni terreni sono naturalmente salini, ma l’agricoltura può peggiorare il problema. Quando i campi vengono irrigati ripetutamente, l’acqua evapora, lasciando il sale disciolto. La siccità, il cattivo drenaggio e l’ingresso di acqua marina nelle falde acquifere costiere possono anche causare l’accumulo di sale nei terreni agricoli.
“La germinazione dei semi è una fase estremamente vulnerabile nella vita di una pianta, e il sale può alterare l’equilibrio minerale di cui una giovane pianta ha bisogno prima ancora che emerga dal suolo,” ha detto Shkolnik. “Ciò che stiamo iniziando a scoprire è il sistema di controllo dietro quella risposta.”
I ricercatori hanno studiato l’Arabidopsis thaliana, una piccola pianta della famiglia della senape ampiamente utilizzata nella ricerca sulle piante. Hanno scoperto che le tre proteine fanno parte di una rete regolatoria sensibile al calcio che controlla l’equilibrio di sodio e potassio della pianta.
Il sistema è anche organizzato diversamente in diverse parti dell’embrione. Lo stress salino attiva CAMTA6 ai bordi delle foglie embrionali, note come cotiledoni, mentre il calcio stimola HKT1;1 nella radice embrionale, o radicola. CAMTA6 regola anche PP2C49, che a sua volta influenza HKT1;1.
Potenziare la Germinazione
I ricercatori hanno testato il percorso utilizzando la sanguinarina, un composto naturale derivato dalla pianta di sanguinaria che inibisce le proteine PP2C. Il trattamento dei semi con il composto ha aumentato la germinazione sotto stress salino.
Sotto moderato stress salino, il 76% dei semi non trattati è germinato, rispetto al 92% dei semi trattati con sanguinarina. In condizioni più severe, la germinazione è aumentata dal 3% al 37%.
I semi trattati hanno anche mantenuto un più sano equilibrio sodio-potassio, supportando la conclusione dei ricercatori che la sanguinarina stesse influenzando il percorso da loro identificato.
La scoperta potrebbe eventualmente aiutare gli scienziati a sviluppare colture che germinano meglio in terreni salini attraverso la selezione o la modificazione genetica. I risultati indicano anche possibili approcci chimici per influenzare lo stesso percorso, sebbene siano necessarie molte più ricerche prima che tali strategie possano essere utilizzate in agricoltura.
La sanguinarina stessa non è una soluzione pronta per i terreni agricoli salini. I suoi benefici erano limitati alla fase di germinazione e non hanno protetto le giovani piante dopo la loro germogliazione.
I ricercatori hanno anche trovato prove che geni aggiuntivi sensibili al calcio sono coinvolti nella risposta al sale, suggerendo che il sistema appena caratterizzato fa parte di una rete più ampia.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica peer-reviewed The Plant Journal.




