Nel corso dell’ultimo anno, l’INCD ha emesso circa 2.480 allerte, un aumento di 2,5 volte rispetto all’anno precedente. Secondo il rapporto annuale pubblicato oggi, 2.304 di queste sono state notifiche proattive a organizzazioni basate su specifici indicatori di attacchi mirati. Il rapporto rivela inoltre che durante l’operazione “Rising Lion”, si è registrato un aumento del 75% nelle segnalazioni ricevute dal Centro Nazionale di Emergenza Cyber 119 rispetto alla media mensile.
Il rapporto annuale presenta una valutazione completa della situazione del cyberspazio israeliano, comprese le tendenze nella segnalazione degli incidenti, l’intelligence sulle minacce e gli avvisi, l’esposizione alle vulnerabilità, i modelli di investimento nella cybersecurity e la preparazione e resilienza delle infrastrutture critiche nazionali.
Delle circa 2.480 allerte emesse: il 93% erano notifiche mirate inviate a organizzazioni specifiche, il 3,7% erano avvisi a livello economico, l’1,3% erano avvisi settoriali diretti a specifiche industrie o gruppi di pari, il 2% erano avvisi al pubblico generale, principalmente riguardanti campagne di phishing e frode.
Il Centro Nazionale di Emergenza Cyber 119 ha gestito circa 26.500 segnalazioni di incidenti informatici durante l’anno, con un aumento del 55% rispetto al 2024. Il phishing è rimasto il vettore di minaccia più diffuso, rappresentando il 52% di tutti gli incidenti segnalati. Seguivano le operazioni di influenza e la guerra psicologica (13%), i dirottamenti di account su social media, email e servizi Google (11%) e le intrusioni non autorizzate nei sistemi (9%).
Yossi Karadi, Capo della Direzione Nazionale Cyber di Israele:
“L’anno 2025 ha ancora una volta dimostrato che non esiste un ‘cessate il fuoco’ nel cyberspazio; è diventato un fronte strategico primario nella salvaguardia della sicurezza nazionale. I dati portano a una chiara conclusione: ogni organizzazione, sistema e cittadino è un potenziale bersaglio di attacchi volti a interrompere la continuità operativa e minare la resilienza nazionale. In risposta a questa realtà, l’INCD ha continuato a svolgere la sua missione principale: proteggere le infrastrutture critiche e garantire il funzionamento ininterrotto dello Stato di Israele.”
Tra i principali incidenti affrontati dall’INCD quest’anno figurano:
* Un tentativo di interruzione delle operazioni presso lo Shamir Medical Center durante Yom Kippur.
* Un attacco alla catena di approvvigionamento mirato a un fornitore di servizi software che gestisce dati sensibili per l’assistenza infermieristica.
* Un attacco distruttivo di tipo wiper che ha comportato la cancellazione dei server dei clienti presso un fornitore di servizi cloud.
Le indagini dell’INCD hanno identificato i principali vettori di accesso iniziale come phishing e furto di credenziali tramite email contraffatte, malware infostealer utilizzato per esfiltrare dati sensibili, compromissioni della catena di approvvigionamento che sfruttano fornitori terzi come punti di ingresso, sfruttamento di sistemi legacy non patchati, prodotti di sicurezza e servizi di accesso remoto (VPN/RDP) e l’abuso di dispositivi IoT vulnerabili per ottenere un punto d’appoggio organizzativo.



