Una nuova filiale della catena di caffè sociali “Good Coffee“, dell’associazione “Shavlu Tov”, ha aperto presso il Centro di salute mentale Abarbanel. Si tratta di un’iniziativa di impiego sociale che integra persone che affrontano barriere all’occupazione e promuove l’integrazione comunitaria.
La caffetteria offre caffè di qualità, pasticcini e panini freschi, insalate e altri piatti a prezzi accessibili. Tuttavia, al di là dell’esperienza di servizio, si tratta di una mossa di più ampio significato, che crea uno spazio di connessione umana all’interno di un centro medico pubblico, come parte di un concetto che vede l’ambiente fisico come una componente complementare e significativa della qualità del trattamento.
Dopo un breve periodo di prova, “Good Coffee” è diventato un punto di ritrovo quotidiano per pazienti, familiari e personale del centro, un luogo per una pausa, un respiro e un’interazione diretta. Il nuovo spazio rafforza il senso di appartenenza, comunità e connessione, e combina l’azione sociale con un ambiente terapeutico professionale.
La catena “Good Coffee” opera come parte di un modello sociale nazionale che crea opportunità di lavoro significative e incoraggia l’integrazione nel mercato del lavoro. Il collegamento con il Centro Medico Abarbanel riflette un ampio concetto di riabilitazione, comunità e riduzione dello stigma come parte integrante del mondo della salute mentale.
Prof. Yuval Melamed, Direttore del Centro Medico: “Il nostro benessere mentale esiste anche nello spazio quotidiano attraverso un senso di appartenenza, dignità e l’opportunità di integrazione. La collaborazione con ‘Good Coffee’ riflette un concetto di riabilitazione come componente centrale del trattamento e un impegno per la comunità e la riduzione dello stigma.”
Ziv Einay, Direttore Amministrativo del Centro: “L’apertura di ‘Good Coffee’ è molto più di una caffetteria. È uno spazio che crea connessione, accessibilità e un senso di casa. L’integrazione di un’iniziativa sociale con un ambiente terapeutico riflette i valori che promuoviamo all’Abarbanel sia per i pazienti che per il personale.”