Di Pesach Benson • 8 marzo 2026
Gerusalemme, 8 marzo 2026 (TPS-IL) — Scienziati israeliani affermano di aver identificato un processo biologico che potrebbe contribuire a spiegare come alcuni segnali cerebrali vengano interrotti in alcune forme di disturbo dello spettro autistico, offrendo una possibile nuova direzione per futuri trattamenti.
Il disturbo dello spettro autistico è una condizione del neurosviluppo che colpisce la comunicazione sociale e il comportamento. Coinvolge un’ampia gamma di fattori genetici e biologici. Stime recenti suggeriscono che circa 1 persona su 100 a livello globale sia nello spettro autistico, rappresentando oltre 60 milioni di individui. Sebbene la via biologica identificata nel nuovo studio possa applicarsi solo ad alcune forme di autismo, i risultati potrebbero eventualmente contribuire a guidare i trattamenti per un sottogruppo significativo di milioni di persone che vivono con questa condizione.
Lo studio, pubblicato sulla rivista peer-reviewed Molecular Psychiatry, esamina il ruolo dell’ossido nitrico, un piccolo messaggero chimico che normalmente aiuta le cellule cerebrali a comunicare tra loro.
In condizioni tipiche, l’ossido nitrico svolge un ruolo utile affinando i segnali tra i neuroni. Ma i ricercatori hanno scoperto che in alcune forme di autismo, un aumento dell’ossido nitrico può innescare una reazione a catena che interrompe un importante sistema di controllo cellulare.
La ricerca è stata guidata dal Prof. Haitham Amal, Sat Family Professor of Brain Sciences presso l’Università Ebraica di Gerusalemme, e il primo autore è lo studente di dottorato Shashank Ojha. Il team si è concentrato sull’interazione tra ossido nitrico, una proteina protettiva chiamata TSC2 e la via mTOR, che regola la crescita delle cellule e la produzione di proteine.
Gli scienziati sospettano da tempo che la via mTOR possa diventare iperattiva nell’autismo. Tuttavia, i passaggi biologici che portano a questo cambiamento non sono stati chiaramente compresi.
I ricercatori hanno studiato un processo chimico chiamato S-nitrosilazione, che si verifica quando l’ossido nitrico si lega alle proteine e ne modifica il comportamento. La loro analisi ha mostrato che le proteine legate alla via mTOR erano fortemente influenzate da questo processo.
Una delle proteine chiave coinvolte è la TSC2, che normalmente agisce come un freno che mantiene sotto controllo l’attività di mTOR. I ricercatori hanno scoperto che l’ossido nitrico può modificare la TSC2 in un modo che la segnala per la rimozione dalla cellula.
Quando i livelli di TSC2 diminuiscono, il freno sul sistema mTOR si indebolisce. Di conseguenza, l’attività di mTOR può aumentare a livelli insolitamente alti. Poiché questa via aiuta a controllare la produzione di proteine e altre funzioni cellulari essenziali, tali cambiamenti possono influire sul modo in cui le cellule cerebrali operano e comunicano.
Il team ha quindi testato se l’arresto di questo processo potesse ripristinare l’equilibrio. Utilizzando farmaci che riducono la produzione di ossido nitrico nei neuroni, i ricercatori sono stati in grado di prevenire la modificazione della TSC2 e riportare l’attività di mTOR a livelli più normali.
L’intervento ha anche migliorato le misure legate alla produzione anomala di proteine e ad altri indicatori associati all’autismo nel sistema sperimentale.
In un altro esperimento, gli scienziati hanno ingegnerizzato una versione della proteina TSC2 che resiste alla modificazione correlata all’ossido nitrico. Prevenire questa singola alterazione chimica ha contribuito a proteggere i livelli di TSC2 e ha ridotto gli effetti dell’eccessiva attività di mTOR.
I ricercatori hanno anche esaminato campioni clinici di bambini con disturbo dello spettro autistico. Il gruppo includeva bambini con mutazioni del gene SHANK3 e bambini con autismo idiopatico, ovvero casi senza una singola causa genetica nota. I campioni sono stati raccolti dal Dr. Adi Aran.
Secondo i ricercatori, i campioni hanno mostrato segni coerenti con il meccanismo proposto, tra cui ridotti livelli di TSC2 e aumentata attività nella via mTOR.
“L’autismo non è una singola condizione con una singola causa, e non ci aspettiamo che un’unica via spieghi ogni caso”, ha detto Amal. “Ma identificando una catena di eventi più chiara, come le alterazioni legate all’ossido nitrico possano influenzare un regolatore chiave come TSC2 e, a sua volta, mTOR, speriamo di fornire una mappa più precisa per la ricerca futura e, infine, idee terapeutiche più mirate.”
Mappando come l’ossido nitrico influisce su TSC2 e mTOR, lo studio fornisce un modello concreto di come la segnalazione cellulare possa perdere l’equilibrio nell’autismo.
I risultati aprono la porta a terapie mirate e all’identificazione di biomarcatori misurabili. Le terapie future potrebbero mirare a ridurre l’eccessiva segnalazione dell’ossido nitrico o a proteggere TSC2 dall’alterazione, aiutando a ripristinare la normale funzione cellulare nel cervello. Bassi livelli di TSC2 o segni di segnalazione mTOR iperattiva potrebbero aiutare i medici a identificare quali individui.




