Secondo la sentenza, il 23.4.2025, intorno alle 09:17, Hajani è arrivato in bicicletta elettrica in una zona residenziale di Bnei Brak e ha lanciato una granata a frammentazione verso un parcheggio sterrato aperto vicino a edifici residenziali e all’ingresso di un asilo nido attivo. La granata è esplosa causando danni materiali e, miracolosamente, non ci sono state vittime.
Nell’appello, presentato tramite l’avvocato Adar Erez del Dipartimento Penale dell’Ufficio del Procuratore di Stato, è stato scritto che la lotta contro l’uso di armi illegali e la violenza criminale ad essa associata è una lotta centrale e vitale, e che negli ultimi anni si è verificato un preoccupante deterioramento riflesso nell’uso di granate a frammentazione e ordigni esplosivi, armi particolarmente pericolose.
Nell’appello è stato inoltre rilevato che Hajani ha un pesante casellario giudiziario, che include, tra l’altro, precedenti condanne per reati violenti e possesso di armi, che, secondo l’accusa, non si sono riflessi sufficientemente nella sentenza.
L’accusa sostiene che la pena inflitta non è commisurata alla gravità degli atti e al reale rischio per la vita umana, e non riflette la politica di determinazione della pena stabilita nelle sentenze della Corte Suprema. Pertanto, si chiede alla Corte Suprema di aumentare la pena di Hajani.
Presso il Tribunale Distrettuale di Tel Aviv, il caso è stato gestito dall’Ufficio del Procuratore Distrettuale di Tel Aviv.




