Mio figlio,

Mi trovo qui e non riesco a crederci. Mi rifiuto di credere che il tuo percorso di vita sia stato interrotto così bruscamente e dolorosamente. Le parole che sto leggendo ora da questa pagina sono state scolpite dal dolore, dallo shock e dalla sofferenza che ci hanno colpito tutti. Siamo qui con la tua famiglia, con i tuoi genitori, con la tua amata moglie Yael e i tuoi figli, con i tuoi tanti amici e ammiratori – moltitudini – e ancora non riusciamo a credere, a comprendere che questo sia successo.

Negli ambienti legali, il nome Benni Sagie è sinonimo di professionalità, dedizione, determinazione e pensiero fuori dagli schemi. Benni era una stella nascente della magistratura: fu nominato giudice in giovane età, progredì costantemente fino a diventare Presidente del tribunale distrettuale di Be’er Sheva.

Giorno dopo giorno, Benni arrivava presto la mattina al tribunale, prima a Tel Aviv e poi a Be’er Sheva, entrava nell’aula e si sedeva per amministrare la giustizia. Nessun titolo sui giornali, nessuna fanfara – solo per amministrare la giustizia.

Le lunghe giornate di concentrazione, che erano il segno distintivo di Benni, furono una lezione affascinante sia di diritto penale che di comprensione umana. Benni sapeva ascoltare veramente le parti che comparivano davanti a lui. Portava con sé una profonda conoscenza delle complessità del diritto penale; ma non meno conoscenza – delle complessità degli esseri umani, delle loro speranze, delle loro motivazioni e dei loro desideri. Benni era un esperto nelle delicate cuciture tra legge e vita.

Chiunque abbia avuto il privilegio di conoscere Benni non poteva che rimanere colpito dalla sua statura, sia fisica che metaforica. Benni era un grande uomo in ogni senso della parola, un talento legale eccezionale e un individuo raro da cui il carisma semplicemente fluiva. Un uomo dal cuore immenso, un uomo che tutti, proprio tutti, amavano amare – giudici, personale, avvocati, persino imputati – chiunque lo incontrasse veniva immediatamente conquistato dal suo fascino.

Nei suoi ruoli di Vicepresidente e Presidente dei tribunali di Tel Aviv e Be’er Sheva, Benni è stato una vera forza della natura. Non esagero se dico che ha compiuto meraviglie ovunque andasse, e così è stato presso il Tribunale Distrettuale di Be’er Sheva, che ha unificato e guidato nell’ultimo anno e mezzo. Benni è stato un presidente che ha gestito con una visione sistemica e un senso di giustizia, ed è stato meticoloso nel guidare principalmente attraverso l’esempio personale. Non ho dubbi che se non fosse stato per questa terribile tragedia, Benni avrebbe raggiunto molti altri successi nel sistema giudiziario e oltre.

La scomparsa di Benni lascia un grande vuoto nei cuori di molti, nel cuore della magistratura, e anche nel mio cuore. Come persona che conosceva Benni fin dai tempi del Tribunale di primo grado, sono rimasto colpito da lui ogni volta a ogni conferenza e a ogni incontro, e ho molto apprezzato il suo approccio professionale, così come il suo buon spirito e il suo acuto senso dell’umorismo.

Un legame speciale e profondo univa Benni al Direttore dei Tribunali, il Giudice Tzachi Uziel – un legame iniziato all’inizio delle loro carriere, durante i loro tirocini, e costruito nel corso di anni di amicizia e collaborazione.

Nei fine settimana, Benni e Tzachi passeggiavano per Tel Aviv – e così passeggiavano anche sui sentieri della vita: nel loro percorso professionale e nel sistema giudiziario. Si sono sviluppati insieme, si sono formati insieme, e tra loro si è forgiata un’amicizia profonda, sincera e rara. Tzachi, so che hai perso un’anima gemella e un compagno di vita, condivido il tuo dolore.

La perdita di Benni è un profondo colpo personale per tutti coloro che lo hanno accompagnato – dall’inizio del suo cammino fino a quell’ieri maledetto.

In un articolo che hai scritto, Benni, hai affermato che “un giudice è un essere umano a cui è richiesto quotidianamente di prendere decisioni complesse riguardanti persone come lui. […] Un giudice che fa il suo lavoro fedelmente è un giudice che entra in aula con conoscenza, capacità di ascolto, apertura ad essere persuaso e una chiara comprensione che anche lui potrebbe commettere errori nella sua sentenza.”

Hai predicato bene, Benni, e hai agito bene. Sei stato una guida per molti giudici, hai condiviso la tua esperienza, le tue intuizioni di giudice e di essere umano.

Benni – sei stato un campione nelle relazioni umane, un campione nel lavoro giudiziario, un campione nel diritto penale, un campione negli arresti, nelle mediazioni e nei patteggiamenti nei casi più complessi, un campione nel tuo incredibile rendimento lavorativo, nella tua infinita dedizione al lavoro giudiziario, nella tua ardente convinzione che sia possibile e necessario lavorare con i giovani, parlare con gli studenti a livello degli occhi e introdurli al sistema giudiziario. Benni – non ti sei mai posto al di sopra delle persone, perché eri sempre tra la gente, parte della gente, amando le persone così come sono, un uomo del popolo. Tante persone hanno testimoniato che eri il loro amico, perché infatti eri l’amico di tutti, un consenso vero e indiscusso.

Benni, spero che la tua immagine, il tuo lavoro e i valori che hai sostenuto siano un piccolo conforto per la tua cara famiglia che tanto amavi. Erano il tuo orgoglio. Ai tuoi genitori – Yossi e Frida; alle tue sorelle – Sharon e Neta; alla tua cara moglie Yael; e ai tuoi amati figli – Rani, Gili e Ori – non ci sono parole che possano essere un conforto adeguato. Inchiniamo il capo nel profondo dolore, e chiediamo di abbracciarvi a nome di un intero sistema. Continueremo a stare al vostro fianco.

Benni, ci mancherai moltissimo.

Ahimè per i perduti e gli indimenticati. Non ti dimenticheremo, Benni.