La cerimonia annuale di commemorazione in memoria dei caduti dell’Unità multidimensionale (888) si è svolta la scorsa settimana (martedì) presso la base di Tel Nof, guidata dal comandante dell’Unità multidimensionale, il colonnello Yishai Rozilio, con la partecipazione del capo della Divisione sicurezza, il generale di brigata Tal Ashur, e alla presenza delle famiglie in lutto, dei comandanti e dei soldati dell’unità, del passato e del presente.

Il rappresentante delle famiglie in lutto, Shai Keren, padre del defunto capitano Yehonatan (Johnny) Keren, caduto durante la manovra nella Striscia di Gaza, ha dichiarato nel suo discorso: «La parashà di “Noè”, che abbiamo letto una settimana fa, ci racconta di un mondo distrutto dal diluvio e della necessità di trovare le forze per uscire dall’arca e ricominciare da capo, in un mondo che non sarà più come prima. Ciascuna delle famiglie in lutto conosce il proprio diluvio personale, il mondo cambiato in un istante, il dolore e la nostalgia che non svaniscono nemmeno con il passare degli anni. Ma forse la foglia d’ulivo portata dalla colomba ci ricorda che anche dopo il diluvio si possono trovare piccoli momenti di speranza. Un abbraccio, un incontro, un sorriso e una risata condivisa. Non al posto del dolore, ma accanto a esso».
«Non abbiamo scelto di far parte della famiglia del lutto e il nostro dolore è quotidiano. Scegliamo ogni giorno di nuovo di vivere una vita accanto a un dolore immenso, accanto al grande vuoto, accanto a “se solo fosse qui”. Ciascuna famiglia ha scelto a modo suo di commemorare il proprio figlio in molti e svariati modi, e non per sé stessa, bensì per la collettività. È così importante la memoria: aiuta, solleva e dà uno scopo. Perciò questa serata è importante e speciale e ci dà una grande forza. Dimostra che l’unità sa fermarsi e rendere omaggio ai suoi combattenti che non sono più con noi».

«Cari comandanti e soldati, noi, famiglie in lutto, portiamo il dolore ogni giorno, ogni ora. Ma quando vi vediamo — la determinazione nei vostri occhi, la dedizione alla missione, l’amore per la patria e il cameratismo che vi unisce — sappiamo che il sacrificio di Yehonatan e di tutti i caduti dell’unità non è stato vano. Voi continuate il loro cammino. Siete il ponte tra la distruzione e la rinascita».
Il comandante dell’Unità multidimensionale, il colonnello Yishai Rozilio, ha dichiarato: «La cerimonia di quest’anno è all’insegna delle “forze del rinnovamento”. Come si fa, nonostante il grande dolore, ad attingere forze per rinnovarsi? Penso che la risposta si trovi nella spiegazione dell’essenza della memoria. Nel popolo d’Israele la memoria è viva, la memoria è un comando! Un comando ad agire, un comando ad avanzare, un comando a operare!».

«Questo è il terzo anno di guerra. L’unità, come avete visto, combatte su tutti i fronti, sempre primi, pionieri, per colpire e privare il nemico delle sue capacità e proteggere i cittadini di Israele. Anche nell’unità siamo all’insegna del rinnovamento. Tra pochi mesi l’unità passerà a guidare lo sforzo operativo-tecnologico nell’Esercito israeliano, con la creazione di un nuovo braccio destinato a essere un passo avanti rispetto al nemico nello sviluppo e nell’efficacia operativa».

«Amate famiglie, dal ricordo dei vostri cari, i nostri cari, attingiamo le forze. Dalle visite, dagli sguardi e dall’incontro con voi attingiamo le qualità e i valori che hanno assorbito da casa e che li hanno guidati. Dal profondo legame tra passato, presente e sguardo verso il futuro attingiamo la speranza. Dall’unione insieme attingiamo forze di rinnovamento. Molte sfide ci attendono. Sono pieno di speranza, fede e preghiera che sapremo, come un sol uomo con un solo cuore, affrontare ogni sfida e generare una realtà migliore e sicura nello Stato di Israele. Che la memoria dei caduti sia benedetta per sempre».




