Il capo di stato maggiore, ten. gen. Eyal Zamir, alla cerimonia di diploma del 76º corso per ufficiali combattenti:
«Signor primo ministro, sig. Benjamin Netanyahu, signor ministro della Difesa, sig. Israel Katz, colleghi del Forum dello Stato maggiore, comandante delle Forze terrestri, magg. gen. Nadav Lotan, comandante della Scuola ufficiali, col. Itai Matak, cari cadetti, comandanti, care famiglie.
Settantotto anni fa, nel pieno della guerra d’indipendenza, i combattenti e i comandanti dell’Esercito israeliano intrapresero l’Operazione ‘Yoav’. Con coraggio e determinazione sbaragliarono il nemico, aprirono la strada verso il Negev rimasto isolato e il 22 ottobre conquistarono e liberarono la città di Beersheba, mentre un ingente contingente egiziano veniva accerchiato nella sacca di Faluja. Gli esiti dell’operazione contribuirono a garantire il futuro del giovane Stato d’Israele. Sulle fondamenta del loro eroismo sono stati costruiti nel Negev insediamenti, campi e comunità.
Il paesaggio che vi ha accompagnato durante i mesi di addestramento reca l’impronta dei combattenti che qui lottarono nel 1948 e delle generazioni che hanno continuato a far fiorire il Negev e a difenderlo. Nell’ordine del giorno firmato dal comandante del fronte Yigal Allon era scritto: “Non abbiamo altra via davanti a noi se non la guerra, e subito, prima che il nemico ci preceda… Una battaglia grande e decisiva ci attende. È dovere di ogni unità combattere senza esitazione, con slancio, audacia e dedizione”.
Come allora, anche oggi, nei tre anni di guerra scoppiata dopo il fallimento del 7 ottobre, sono emersi con forza il coraggio, la dedizione e le decisioni dei comandanti che hanno plasmato l’esito della campagna e il futuro dello Stato d’Israele.
Oggi, con il conferimento dei gradi da ufficiale, assumete su di voi la responsabilità più grande di tutte: guidare i nostri combattenti, prendere decisioni complesse e coraggiose sul campo di battaglia, difendere il Paese, condurre l’Esercito israeliano alla vittoria e sconfiggere i nostri nemici. Dovete essere per i vostri sottoposti un modello di esempio personale, professionale e morale.
Cari diplomati, siete una generazione storica nella storia dello Stato d’Israele e del popolo ebraico. Siete i continuatori del cammino della generazione del 1948, dei comandanti e dei combattenti dell’Esercito israeliano in tutte le guerre d’Israele. La maggior parte di voi è giunta qui direttamente dai campi di battaglia. Avete combattuto su molti fronti, in condizioni complesse e con uno sforzo prolungato. Avete guidato l’Esercito israeliano in battaglie difficili e avete cambiato la realtà della sicurezza intorno a noi. Dalla dolorosa frattura del 7 ottobre vi siete rialzati, siete passati all’assalto e avete dimostrato ancora una volta che la forza dell’Esercito israeliano poggia prima di tutto sulla qualità dei comandanti alla testa delle truppe e dei combattenti in prima linea.
Non permetteremo ai nostri nemici di riprendersi e rialzare la testa. Continueremo a operare contro i nemici e le minacce, sventandoli non appena si delineano. Anche in questi giorni l’Esercito israeliano mantiene un livello di prontezza elevato e multi-arena contro ogni tentativo del nemico di colpirci. Due giorni fa le nostre forze hanno eliminato uno dei terroristi di Nukhba che avevano rapito e brutalmente assassinato Shani Louk, di benedetta memoria. L’eliminazione di questo spregevole terrorista fa parte di una campagna continua e senza compromessi per neutralizzare chiunque abbia preso parte al massacro del 7 ottobre. Chiunque abbia invaso, ucciso e massacrato i nostri bambini, le nostre famiglie, e violato le nostre donne, avrà una sola sorte. È un dovere operativo che porteremo avanti con costanza per adempiere all’imperativo morale: “Inseguirò i miei nemici e li raggiungerò, e non tornerò indietro prima di averli distrutti”.
In questa circostanza ricordiamo i nostri compagni d’armi caduti nell’adempimento della loro missione. Il sottotenente Eitan è qui sul piazzale dell’adunata. Tuo fratello, il ten. col. Dor Ben Simhon di benedetta memoria, comandante del 52º Battaglione, che conoscevo personalmente, è caduto in combattimento in Libano mentre guidava i suoi combattenti e difendeva le comunità del nord. Insieme a lui sono caduti tre combattenti carristi, l’equipaggio del suo carro: il serg. magg. Yoav Klein, il serg. magg. Liav Kavavya e il serg. magg. Naveh Habshush, di benedetta memoria. Non c’è dubbio che la sua assenza pesi oggi su di te e sulla tua famiglia, una famiglia di combattenti e ufficiali, mentre ricevi i gradi.
Dor, originario del kibbutz Beit HaShita, sui cui numerosi caduti nella guerra del Kippur fu scritta la canzone: “Il grano cresce di nuovo”. Voi, nuovi ufficiali dell’Esercito israeliano, siete il grano che cresce di nuovo dai ranghi dei combattenti e la garanzia della continuità della nostra esistenza sulla nostra terra. Hai scelto di proseguire sulla via del comando e di assumerti la responsabilità per la vita degli altri. Saluto te e la tua famiglia. Porterai avanti l’eredità di tuo fratello con coraggio, dedizione e con l’esempio personale che saprai dare ai tuoi soldati.
Siamo legati a tutti i caduti e alle loro famiglie, e continueremo a stare al loro fianco. I nostri pensieri vanno anche al comandante di squadra, tenente Adi Sharvit, e al cadetto Elia Eldar, gravemente feriti in Libano. Adi, la tua presenza qui commuove tutti noi. Auguriamo a te e a Elia una pronta e completa guarigione, e continueremo a essere vicini a voi e alle vostre famiglie per tutto ciò che sarà necessario.
La missione di difendere lo Stato d’Israele è tra le più nobili e costituisce un grande precetto che una persona possa assumere su di sé. È condivisa da tutti noi, più grande di qualsiasi disputa. L’Esercito israeliano è l’esercito del popolo. La sua forza non risiede solo nella potenza militare, ma nell’oggettività e nello spirito istituzionale delle nostre azioni, requisiti indispensabili per la coesione dei suoi ranghi. Dovete unire i vostri uomini attorno a questa missione, ricordando che l’unità nell’Esercito israeliano è la condizione per la sua forza: è vero oggi e deve continuare a essere vero anche domani.
Care famiglie, il sostegno, la fiducia, i valori e in generale il senso di dedizione e di reciproca responsabilità che avete trasmesso ai vostri figli e alle vostre figlie li hanno condotti fino a questo traguardo e li accompagnano anche oggi. A voi vanno il ringraziamento e la stima per il cammino percorso insieme a loro, per la forza che trasmettete loro e per l’esempio dato all’intera nazione. Ai comandanti del corso e al corpo degli istruttori va il ringraziamento per la professionalità, la dedizione e l’esempio personale. Il vostro impatto accompagnerà i diplomati nei reparti in cui presteranno servizio e nel modo in cui eserciteranno il comando. Ufficiali, andate da qui incontro ai vostri soldati. Guidateli con coraggio e saggezza. Abbiate ben chiaro per che cosa e per chi state combattendo.
La poesia “Notte di sosta” fu scritta da Natan Alterman, che prese parte ai combattimenti nell’Operazione ‘Yoav’, e recita così: “Una notte che distilla il fascino della solidarietà d’animo… Nell’edificazione di un regno, una notte di peregrinazioni”. Con fratellanza e spirito istituzionale continueremo a costruire e consolidare un regno: l’edificazione dello Stato d’Israele per l’eternità. Ho fiducia in voi; insieme guideremo il Paese verso la sicurezza e la vittoria. Il popolo d’Israele è fiero di voi, abbiate cura di voi stessi. Proseguite con successo nelle vostre missioni.»




