L’indagine ha rivelato che il contatto iniziale è avvenuto quando il sospettato stava cercando lavoro su Internet. L’agente straniero ha inizialmente attivato il minore utilizzando il metodo delle “fasi” – svolgendo compiti apparentemente innocui come la distribuzione di volantini, e in seguito gli ha richiesto una piena identificazione attraverso fotografie. Man mano che il legame si rafforzava, il sospettato ha reclutato un altro minore, e insieme hanno svolto varie missioni di sicurezza, tra cui la verniciatura di graffiti con contenuti incitanti contro il governo, la fotografia di siti chiave e strategici nel centro del paese, e il tentativo di espandere il cerchio di attivazione di altri minori. In cambio dello svolgimento delle missioni, i sospettati hanno ricevuto un pagamento finanziario di qualche migliaio di shekel. Al termine dell’indagine verrà presentata un’accusa.