Di Pesach Benson • 19 febbraio 2026
Gerusalemme, 19 febbraio 2026 (TPS-IL) — Israele ha subito più attacchi informatici politicamente motivati di qualsiasi altro paese nel 2025, secondo un rapporto pubblicato giovedì.
“I tre paesi più presi di mira sono stati Israele (12,2%), gli Stati Uniti (9,4%) e l’Ucraina (8,9%). Questa distribuzione sottolinea il ruolo dell’hacktivism come arma proxy nei conflitti internazionali, utilizzata per interrompere l’infrastruttura digitale di presunti avversari statali”, ha affermato la società di cybersecurity statunitense Radware in un rapporto annuale.
I numeri sono in linea con le cifre rilasciate dalle autorità israeliane a metà febbraio, che rivelano un netto aumento dei tentativi di attacco informatico legati all’Iran contro alti funzionari, accademici, giornalisti e altre figure pubbliche.
Il rapporto, che si è basato sui dati dei servizi di protezione di Radware e sul monitoraggio di centinaia di canali Telegram pubblici, ha tracciato una forma di aggressione digitale nota come hacktivism — un termine che combina “hacker” e “attivista”. Gli hacktivisti utilizzano attacchi informatici come forma di protesta politica, prendendo di mira tipicamente governi o istituzioni a cui si oppongono. A differenza degli agenti dell’intelligence statale, tendono ad agire apertamente, annunciando i bersagli in anticipo e pubblicando screenshot di siti web interrotti come prova delle loro campagne. La loro arma principale è l’attacco denial-of-service, che inonda un sito web con traffico artificiale fino a quando non collassa sotto il carico.
Radware ha registrato 1.881 rivendicazioni di attacchi unici contro obiettivi israeliani nel 2025. Il rapporto ha identificato due momenti che hanno causato picchi particolari di attacchi. Il primo è stata l’Operazione Leone Nascente, la campagna di attacchi di 12 giorni di Israele contro infrastrutture nucleari e militari iraniane nel giugno 2025. Secondo il rapporto, quell’operazione ha causato un significativo inasprimento del panorama delle minacce informatiche israeliane.
Il secondo è stato l’anniversario dell’attacco di Hamas contro Israele il 7 ottobre, che il rapporto ha descritto come un ricorrente “punto di raccolta per gli hacktivisti globali, trasformando il simbolismo politico in campagne informatiche coordinate”.
L’operazione hacktivist più menzionata su Telegram nel 2025 è stata #OPISRAEL, che ha accumulato 3.635 riferimenti — ben al di sopra delle campagne che prendevano di mira India, Ucraina e Spagna. Tra i domini israeliani specifici ripetutamente colpiti figuravano il sito web del Ministero della Difesa e la presenza online della Banca di Israele, entrambi apparsi nella lista di Radware dei venti domini internet più attaccati a livello mondiale.
Il gruppo maggiormente responsabile degli attacchi contro obiettivi israeliani è stato NoName057(16), un collettivo filo-russo che Radware ha descritto come l’attore hacktivist più prolifico nella storia registrata, rivendicando quasi 4.700 attacchi contro tutti i suoi bersagli durante l’anno. Il gruppo opera continuamente dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022. Secondo Radware, il suo targeting di Israele riflette un più ampio allineamento con cause anti-occidentali piuttosto che esclusivamente con la politica mediorientale.
L’Europa ha subito quasi la metà di tutti gli attacchi rivendicati a livello mondiale nel 2025, guidata in gran parte dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente. Il rapporto ha contato circa 16.000 rivendicazioni uniche di attacchi hacktivist a livello globale nel corso dell’anno, monitorate su oltre 400 canali Telegram.
I ricercatori di Radware hanno notato che i gruppi dietro queste campagne coordinano sempre più la loro tempistica con gli eventi politici per massimizzare l’interruzione e l’attenzione dei media, funzionando meno come criminali clandestini e più come movimenti online guidati da ideologie.




