Di Pesach Benson • 16 marzo 2026

Gerusalemme, 16 marzo 2026 (TPS-IL) — Dopo oltre due settimane di chiusure a livello nazionale innescate da attacchi missilistici iraniani, gli studenti israeliani hanno iniziato a tornare nelle aule con la riapertura parziale del sistema scolastico lunedì.

Le scuole sono state chiuse in tutta Israele il 1° marzo, un giorno dopo che Israele e gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi coordinati contro l’Iran. Il Comando del Fronte Interno israeliano ha contemporaneamente imposto restrizioni di emergenza sugli assembramenti pubblici.

Le autorità hanno introdotto un nuovo insieme di regole di difesa civile che consentono attività educative limitate in alcune regioni valutate come a minor rischio di attacco. Secondo il sistema di emergenza a codice colore di Israele, queste aree sono state classificate come “gialle”, indicando che alcune attività quotidiane possono riprendere con cautela. Tali aree includevano la Valle di Beit Shean nel nord di Israele, parti del sud di Israele comprese le comunità vicino al confine di Gaza e le scuole in Giudea e Samaria.

Le scuole in tali località possono riaprire solo se dispongono di spazi protetti adeguati in grado di ospitare tutti gli studenti e il personale durante un allarme missilistico.

Secondo le linee guida aggiornate, le scuole che operano devono essere pronte a rispondere immediatamente se suonano le sirene antiaeree. Gli insegnanti sono tenuti a scortare gli studenti nei rifugi designati e a rimanere con loro lì fino a quando le autorità non stabiliranno che è sicuro riprendere le attività. Le istituzioni educative sono inoltre tenute a esercitarsi sui percorsi che gli studenti devono seguire per raggiungere rapidamente gli spazi protetti, assicurando che i bambini sappiano esattamente dove andare se viene emesso un avviso di missile durante la giornata scolastica.

Le regole riviste consentono anche raduni limitati in queste aree a minor rischio. Sono ammessi eventi all’aperto fino a 50 persone e riunioni al chiuso fino a 100 persone, a condizione che i partecipanti abbiano accesso a un rifugio protetto nelle vicinanze.

Le riaperture saranno tuttavia brevi, poiché le scuole sono previste chiudere per la pausa annuale di Pesach.

Tuttavia, le scuole rimangono chiuse a Gerusalemme, Tel Aviv e Haifa, considerate più esposte a potenziali attacchi missilistici.

La continua chiusura delle scuole nelle principali città ha suscitato critiche da parte di alcuni genitori e funzionari locali, soprattutto perché molti luoghi di lavoro hanno già ripreso le attività in alcune parti del paese. I critici sostengono che la situazione impone un pesante fardello alle famiglie che devono bilanciare il lavoro con la supervisione dei figli a casa.

I funzionari governativi affermano che la riapertura scaglionata riflette le valutazioni di sicurezza ed è intesa a ridurre il rischio pur ripristinando un certo livello di routine.

Anche nelle aree in cui il Comando del Fronte Interno ha autorizzato la riapertura delle scuole, diversi comuni hanno deciso di ritardare le lezioni in presenza, affermando che la situazione della sicurezza rimane imprevedibile.