Di Pesach Benson • 25 gennaio 2026
Gerusalemme, 25 gennaio 2026 (TPS-IL) — Una commissione d’inchiesta statale ha rivelato gravi fallimenti sistemici nei processi di approvvigionamento della difesa israeliana, determinando che i leader politici hanno preso decisioni critiche per la sicurezza senza un’adeguata supervisione e hanno messo in pericolo la sicurezza del paese attraverso una gestione caotica di accordi sensibili sulle armi.
La commissione di cinque membri, presieduta dal giudice in pensione della Corte Suprema Asher Grunis, ha pubblicato domenica le sue conclusioni su quello che è diventato noto come l’Affare Sottomarini, uno scandalo di approvvigionamento che coinvolge navi militari acquistate dalla Germania tra il 2009 e il 2017. Il rapporto ha identificato problemi profondamente radicati nel modo in cui il governo israeliano affronta acquisizioni di difesa multimiliardarie e gestisce relazioni strategiche con nazioni alleate.
Il rapporto pubblicato ha affrontato solo questioni sistemiche. La commissione ascolterà successivamente coloro che hanno ricevuto avvisi e i loro testimoni prima di emettere conclusioni sulla responsabilità individuale.
Secondo l’indagine, i governi israeliani hanno evitato per anni di stabilire chiare politiche di sicurezza, prendendo invece decisioni ad hoc senza considerare le più ampie esigenze strategiche. La commissione ha riscontrato che “in uno stato democratico, la responsabilità per la sicurezza dello stato e la gestione dei rischi per la sicurezza ricade sui funzionari eletti — l’echelon politico”, ma ha notato che, nonostante questa responsabilità, i leader politici non hanno adempiuto ai loro doveri.
Il rapporto afferma che i governi “hanno preso decisioni specifiche invece di stabilire politiche e strategie, e hanno ignorato il quadro generale delle esigenze di sicurezza in un modo che ha compromesso la sicurezza dello stato”. La commissione ha sottolineato che le decisioni di difesa devono seguire un processo ordinato in cui le considerazioni professionali e politiche vengono adeguatamente ponderate per garantire che le scelte riflettano i requisiti di sicurezza effettivi piuttosto che influenze esterne.
I membri del Gabinetto hanno essi stessi riconosciuto il loro ruolo limitato nel processo. La commissione ha riscontrato che “nonostante la sua responsabilità, il gabinetto non modella la struttura delle forze”, con i membri che si descrivono come funzionanti semplicemente come un timbro di approvazione per le decisioni prese dall’establishment della difesa.
Caos nelle Vendite di Armi e Decisioni Strategiche
Particolarmente preoccupante è stata la gestione delle vendite di armi da parte di paesi alleati a terzi. L’indagine ha determinato che questa delicata questione strategica è stata gestita nel caos, senza procedure regolamentate, documentazione insufficiente dei contatti con entità straniere e senza che Israele presentasse una posizione unificata. La commissione ha notato che “le conversazioni e le conclusioni con entità straniere non sono state documentate”, affermando che i rappresentanti del governo, inclusi ministri e primi ministri, portano la responsabilità di registrare e distribuire informazioni su tali contatti.
Il Consiglio di Sicurezza Nazionale è stato aspramente criticato per aver fallito nel suo ruolo consultivo e per aver ecceduto la sua autorità. La commissione ha chiarito che il consiglio è progettato per assistere il processo decisionale del governo e che i suoi membri non dovrebbero impegnarsi nell’attuazione delle decisioni, comprese le attività di approvvigionamento o la gestione delle relazioni con entità commerciali.
La Marina israeliana ha anch’essa affrontato severe censure per aver deviato dalle norme di condotta accettate per molti anni. Secondo le conclusioni, la Marina ha coordinato posizioni con entità commerciali, presentato dati manipolativi ai decisori e condotto contatti con leader politici in violazione degli ordini militari. La commissione ha raccomandato che il capo di stato maggiore dell’esercito indaghi sulla cultura organizzativa all’interno della Marina e aggiorni i regolamenti che disciplinano i contatti degli ufficiali con la leadership politica.
Tra coloro che hanno ricevuto lettere di avvertimento dalla commissione figurano il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, il capo del Mossad ed ex capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale Yossi Cohen, ed ex Ministro della Difesa Moshe Ya’alon. Secondo i dettagli forniti all’Alta Corte di Giustizia, Netanyahu e Cohen avrebbero autorizzato la Germania a vendere sottomarini all’Egitto, nascondendo questa decisione all’establishment della difesa nonostante le gravi implicazioni per la sicurezza.
La commissione ha emesso tredici raccomandazioni per prevenire futuri fallimenti, tra cui l’istituzione di un processo vincolante per la costruzione delle forze in cui il governo classificherebbe le minacce e l’esercito svilupperebbe piani pluriennali corrispondenti. Ha inoltre chiesto la creazione di una commissione professionale permanente per consigliare i leader politici sulle questioni relative alla struttura delle forze.
Nella sua conclusione, la commissione ha notato che problemi simili erano stati identificati in precedenti rapporti di commissioni pubbliche e indagini del controllore statale, ma le raccomandazioni non erano sempre state attuate. Il rapporto ha sottolineato che processi decisionali adeguati in materia di sicurezza rappresentano più di una mera efficienza amministrativa. Dopo il devastante attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, la commissione ha dichiarato che tali processi costituiscono una necessità esistenziale per la sopravvivenza di Israele.
La commissione Grunis è stata istituita all’inizio del 2022 dai governi di Naftali Bennett e Yair Lapid.

