Di David Israel • 15 ottobre 2026

Gerusalemme, 15 ottobre 2026 (TPS-IL) — Dodici giorni prima che gli israeliani votino il 27 ottobre, la crescente sfiducia nel processo elettorale solleva interrogativi sulla possibilità che la parte perdente accetti i risultati.

Un sondaggio dell’Israel Democracy Institute (IDI) ha rilevato che il 70% degli intervistati ritiene che l’integrità delle elezioni sia minacciata, rispetto al 25% prima delle elezioni di novembre 2022. “I risultati del sondaggio riflettono un’enorme sfiducia tra i cittadini nei confronti delle autorità”, ha affermato Tamar Hermann, ricercatrice dell’IDI.

I sospetti differiscono per schieramento politico.

I politici di sinistra e i cittadini arabi temono interferenze governative, mentre i membri della lista araba Hadash-Ta’al hanno avvertito di possibili repressioni del voto nelle comunità a maggioranza araba. I critici hanno anche accusato l’ufficio del Ministro dei Trasporti Miri Regev di limitare i voli verso l’aeroporto Ben Gurion prima del giorno delle elezioni, impedendo potenzialmente agli israeliani di sinistra all’estero di votare contro il Primo Ministro Benjamin Netanyahu.

A destra, politici e commentatori hanno a lungo denunciato frodi diffuse nelle comunità arabe. Le elezioni passate, tuttavia, illustrano come tali affermazioni possano diventare uno strumento di mobilitazione politica.

Nell’aprile 2019, Likud ha ammesso di aver dispiegato 1.200 addetti ai seggi elettorali con telecamere, alcune nascoste, nei seggi elettorali nelle comunità arabe. Netanyahu ha affermato che le telecamere erano destinate a prevenire frodi, mentre i rappresentanti politici arabi hanno accusato il partito di intimidire gli elettori. La polizia ha riscontrato motivi sufficienti per un’indagine penale solo in uno dei 140 seggi segnalati, e il deputato di Likud Miki Zohar ha successivamente ammesso che l’iniziativa si era rivelata controproducente, incoraggiando l’affluenza araba e dando ad alcuni elettori di destra un falso senso di sicurezza.

Quest’anno, Likud e Sionismo Religioso dovrebbero dispiegare circa 2.000 osservatori elettorali nei seggi elettorali nelle comunità a maggioranza araba. Gli osservatori segnaleranno le presunte irregolarità alle autorità.

Si sono verificati anche violazioni della legge elettorale. Nel 2020, il Comitato Elettorale Centrale ha riscontrato che Shas aveva violato le restrizioni sui regali legati alla propaganda elettorale distribuendo amuleti. Sebbene tali violazioni non stabiliscano frodi elettorali, possono approfondire la sfiducia pubblica nel processo elettorale.

La tecnologia ha aggiunto un’altra dimensione. I media israeliani hanno riferito che account con sede al di fuori di Israele, con legami con l’Iran, hanno diffuso affermazioni in arabo, russo e inglese secondo cui le elezioni sarebbero state posticipate o sospese a causa di interferenze straniere. Gli account hanno anche amplificato le accuse secondo cui Netanyahu avrebbe truccato le elezioni o iniziato una nuova guerra.

Il presidente del Comitato Elettorale Centrale, Noam Sohlberg, ha cercato di rassicurare il pubblico durante una visita questa settimana ai 20 comitati elettorali regionali del paese.

“Noi del comitato siamo fiduciosi nell’integrità delle elezioni. Non si può rubare un’elezione”, ha detto.

Sohlberg ha aggiunto che il comitato ha tenuto discussioni con l’Agenzia per la Sicurezza Israeliana (Shin Bet), la polizia e altre agenzie per prepararsi a potenziali minacce riguardanti sistemi informatici, cybersecurity e intelligenza artificiale.

Secondo l’Indice della Democrazia Israeliana 2025 dell’IDI, il 57% degli israeliani temeva tentativi da parte di attori nazionali o stranieri di manipolare il voto, mentre circa un terzo non era convinto che le elezioni sarebbero state libere ed eque. Un separato sondaggio dell’IDI nel luglio 2026 ha rilevato che il 90,5% degli intervistati di sinistra percepiva una minaccia reale all’integrità elettorale.