Si tratta di un’indagine significativa guidata dall’Ufficio Nazionale per il Contrasto al Finanziamento del Terrorismo e alle Frodi di Lahav 433, in collaborazione con l’Autorità Fiscale, l’Autorità per il Divieto di Riciclaggio di Denaro, e con l’accompagnamento del Dipartimento Economico dell’Ufficio del Procuratore dello Stato. Con il passaggio da un’indagine occulta a una palese, l’unità ha lanciato un’operazione di arresto a Giaffa e nel sud del paese. Secondo il sospetto, gli indagati hanno incusso timore, estorto minacce, riscosso denaro per protezione e costretto vari servizi nei settori dell’edilizia, delle infrastrutture e della sicurezza per lungo tempo da diverse grandi imprese di costruzione che realizzano progetti nel complesso di Pardes, con l’obiettivo di controllare tutto il lavoro svolto a Pardes e tenere lontani altri fornitori di servizi. I fondi illeciti, valutati in milioni di shekel, ricevuti tramite coercizione di servizi sono stati riciclati attraverso società appartenenti ad altri, che sono servite da copertura per l’attività criminale, commettendo reati contro le autorità fiscali, oltre ai danni finanziari causati dagli indagati in vari modi alle imprese di costruzione. Al termine di tutte le azioni investigative, è stata presentata una dichiarazione di intenti per presentare un’accusa contro gli indagati e una richiesta per la loro detenzione fino al termine del procedimento.