Gerusalemme, 6 ottobre 2026 (TPS-IL) — Il governo israeliano ha speso circa 45 milioni di NIS (15 milioni di dollari) per acquistare membrane sostitutive per gli impianti di desalinizzazione del paese, a seguito di una fioritura algale senza precedenti che ha interrotto il sistema idrico.
Lo stato temeva che le alghe avrebbero causato un deterioramento accelerato delle delicate membrane utilizzate per filtrare l’acqua di mare, potenzialmente costringendo a costose sostituzioni o a chiusure temporanee. Tuttavia, i danni previsti non si sono verificati finora. Le membrane sostitutive dovrebbero ora rimanere come scorte future per gli impianti di proprietà privata, potenzialmente risparmiando agli operatori milioni di shekel in costi futuri.
I sei principali impianti di desalinizzazione israeliani sul Mediterraneo sono stati colpiti dalla crisi, con tre ancora operativi al di sotto della capacità lunedì. Ashdod produceva al 66%, Sorek B al 60% e Palmachim all’85%. Ashkelon, Hadera e Sorek A operavano a piena capacità.
La crisi algale si è in gran parte attenuata, ma il sistema idrico di Israele non è ancora tornato completamente alla normalità.