Gerusalemme, 27 maggio 2026 (TPS-IL) — Dopo una lunga battaglia per proteggere i fondi pubblici durata circa 15 anni, il tribunale ha accolto integralmente la posizione dell’Autorità del Mercato dei Capitali, pronunciandosi sulle controversie al centro dell’accordo transattivo nella causa collettiva nota come la vicenda del “fattore polizza”.
Al centro della causa vi era la questione se alle compagnie assicurative fosse consentito riscuotere commissioni di gestione, note come “fattori polizza”, dal premio delle polizze vita abbinate al risparmio, senza il consenso degli assicurati. A seguito della decisione, il pubblico riceverà un rimborso di circa un miliardo di shekel.
La causa stessa è stata decisa dal tribunale nel 2024, ma da allora sono sorte varie controversie riguardo alle modalità di attuazione della sentenza. Tali controversie hanno messo a rischio decine, se non centinaia di milioni di shekel dell’importo di risarcimento già aggiudicato a favore dei risparmiatori, e hanno causato un ritardo significativo nel pagamento dei risarcimenti al pubblico.
Il tribunale ha respinto il tentativo delle compagnie di ridurre l’ambito del risarcimento di molte decine di milioni di shekel, e ha stabilito che l’importo del rimborso (42% della riscossione passata) sarà calcolato su tutte le componenti di risparmio integrate nella polizza base dell’assicurato, e non solo sulla loro quota.
Il tribunale ha rifiutato di concedere un’estensione di 5 mesi per effettuare i pagamenti, e ha stabilito che i rimborsi verranno effettuati entro 75 giorni al massimo. Inoltre, per il periodo di ritardo, il risarcimento sarà aumentato al 50% della riscossione effettiva, e sarà pagato in aggiunta ai profitti completi (rendimenti) che le polizze hanno generato in quel periodo, senza pregiudizio per i rendimenti negativi.