Di Pesach Benson • 18 novembre 2025
Gerusalemme, 18 novembre 2025 (TPS-IL) — Il corpo umano ha una notevole capacità di proteggersi dal declino legato all’età — riparando i danni, sostenendo la salute del cuore e del cervello e difendendosi dalle malattie comuni — attraverso sistemi che mantengono in equilibrio la sua chimica interna. Ora, scienziati israeliani e americani hanno fatto luce su come funziona uno di questi sistemi, offrendo indizi per estendere gli anni di vita attivi e in salute in età avanzata.
Lo studio si è concentrato su una proteina nota per il suo ruolo nella longevità e nella prevenzione delle malattie. Gli scienziati hanno scoperto che essa fa più che proteggere semplicemente dall’invecchiamento: regola attentamente una molecola chiamata idrogeno solforato, che supporta la guarigione delle ferite, la salute cardiovascolare e la funzione cerebrale. Mentre i livelli di idrogeno solforato diminuiscono naturalmente con l’età, questa proteina assicura che la produzione rimanga in un intervallo ottimale — abbastanza alto da proteggere cellule e tessuti, ma non così alto da diventare dannoso.
“Questa proteina agisce come la versione interna della restrizione calorica del corpo”, ha affermato il Prof. Haim Cohen, direttore del Sagol Healthy Human Longevity Center presso l’Università Bar-Ilan. “Protegge dalle malattie legate all’età e aiuta a mantenere l’equilibrio naturale del corpo con l’avanzare dell’età. Ha un piede sull’acceleratore e l’altro sul freno — promuove la produzione di idrogeno solforato quando è benefico, ma la tiene sotto controllo per prevenire danni.”
Cohen ha guidato lo studio con la studentessa di dottorato Noga Touitou, in collaborazione con il laboratorio del Prof. Rafael de Cabo presso il National Institute on Aging di Baltimora, Maryland.
La ricerca si basa su studi precedenti che hanno dimostrato come la proteina possa estendere la durata della vita e proteggere da molteplici condizioni legate all’età. Fino ad ora, tuttavia, gli scienziati non avevano compreso appieno come raggiungesse questi effetti. I risultati rivelano che la chiave risiede nella precisa regolazione dell’idrogeno solforato, piuttosto che semplicemente nell’aumento dei livelli, evidenziando l’importanza dell’equilibrio nell’invecchiamento sano.
“I nostri risultati mostrano una delle strategie naturali del corpo per rimanere in salute durante l’invecchiamento”, ha spiegato Cohen. “Rivelando come questa proteina controlla la produzione di idrogeno solforato, forniamo una visione di come l’invecchiamento possa essere rallentato e identifichiamo possibili bersagli per terapie che aiutino le persone a rimanere più sane più a lungo.”
I risultati aprono possibilità per potenziare i meccanismi di riparazione naturali del corpo. Gli scienziati potrebbero progettare farmaci che migliorino o affinino la funzione di Sirt6 senza fare affidamento su una rigorosa restrizione calorica, il che potrebbe aiutare a prevenire o rallentare malattie legate all’età come il cancro, il diabete, problemi cardiovascolari e fragilità.
Poiché Sirt6 regola i livelli di idrogeno solforato (H2S) con precisione, farmaci o interventi potrebbero mirare a mantenere l’H2S all’interno di un intervallo ottimale, evitando i rischi di troppo o troppo poco. Ciò potrebbe migliorare la guarigione delle ferite, la salute del cuore e la funzione cerebrale negli anziani.
Inoltre, i livelli di H2S e l’attività di Sirt6 potrebbero diventare biomarcatori misurabili per valutare l’invecchiamento biologico e personalizzare interventi per condizioni legate all’età.
Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista peer-reviewed Proceedings of the National Academy of Sciences.




