Di Pesach Benson • 20 luglio 2025

Gerusalemme, 20 luglio 2025 (TPS-IL) — Perché a volte agiamo d’impulso anche quando va contro i nostri migliori interessi? I ricercatori dell’Università Ebraica di Gerusalemme hanno scoperto nuove intuizioni che dimostrano come la dimensione di una ricompensa anticipata aumenti direttamente l’impulsività, guidata da specifici meccanismi cerebrali legati alla dopamina.

Guidato dal Prof. Eran Lottem dell’Edmond and Lily Safra Center for Brain Sciences (ELSC), lo studio, pubblicato su *Biological Psychiatry*, rivela che quanto più preziosa è una ricompensa attesa, tanto più difficile diventa resistere all’agire prematuramente, anche quando aspettare porterebbe a risultati migliori. Ciò sfida le visioni tradizionali dell’impulsività come mero scarso autocontrollo o irrazionalità, identificandola invece come una conseguenza prevedibile di come il cervello elabora il valore.

“I nostri risultati mostrano che il comportamento impulsivo emerge da un bias pavloviano – una risposta cerebrale automatica a ricompense preziose – che ci spinge ad agire prima di pensare”, ha affermato il Prof. Lottem. “Non è solo un fallimento della forza di volontà, ma un meccanismo intrinseco plasmato da associazioni apprese.”

Per esplorare questo, il team ha progettato un esperimento in cui i partecipanti dovevano ritardare le risposte per ricevere ricompense d’acqua di varie dimensioni. Ricompense più grandi hanno innescato azioni premature significativamente maggiori, rivelando che l’impulsività scala con il valore atteso della ricompensa.

Crucialmente, i ricercatori hanno utilizzato la fotometria a fibra e l’optogenetica per monitorare e manipolare il rilascio di dopamina nello striato ventrale, una regione cerebrale critica per l’apprendimento del valore e il processo decisionale. Questo approccio ha fornito prove causali dirette che l’attività della dopamina sia predice che guida il comportamento impulsivo, in particolare quando si anticipano ricompense di alto valore.

Inoltre, il team ha sviluppato un nuovo modello computazionale che integra questo bias pavloviano all’interno di framework di apprendimento per rinforzo. Questo modello cattura più accuratamente come la dinamica della dopamina e la valutazione della ricompensa si combinano per produrre impulsività.

Questi risultati fanno avanzare la comprensione dell’impulsività spiegando il meccanismo che collega l’aspettativa di ricompensa, la segnalazione della dopamina e le azioni premature.

Questo nuovo quadro ha importanti implicazioni per il trattamento dei disturbi del controllo degli impulsi come ADHD, gioco d’azzardo e dipendenza. Ad esempio, gli interventi potrebbero mirare a modulare la segnalazione della dopamina o alterare le aspettative di ricompensa per ridurre azioni premature e autodistruttive.

Le intuizioni sui meccanismi dell’impulsività potrebbero aiutare a progettare ambienti – come contesti educativi, lavorativi o digitali – che minimizzino le azioni premature controllando come vengono presentate o anticipate le ricompense, promuovendo migliori scelte a lungo termine.

Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista peer-reviewed *Biological Psychiatry*.