Al fine di garantire che ogni cittadino possa utilizzare il proprio dispositivo mobile e contattare i centri di emergenza, il Ministero delle Comunicazioni imporrà restrizioni all’importazione commerciale di dispositivi che supportano le reti 4G ma non supportano le chiamate ai centri di emergenza su questa rete (VoLTE).

Queste restrizioni si aggiungono al divieto esistente, da gennaio 2022, sull’importazione commerciale di apparecchiature terminali che supportano solo tecnologie 2G e 3G.

Inoltre, le società di telefonia mobile saranno tenute a pubblicare un elenco dei dispositivi supportati e sarà loro vietato collegare alla rete nuovi dispositivi che non supportano le chiamate ai centri di emergenza. Parallelamente, verrà fornita una soluzione temporanea che consentirà le chiamate ai centri di emergenza anche tramite dispositivi telefonici che non supportano le chiamate ai centri di emergenza utilizzando tecnologie avanzate.

Il Ministero delle Comunicazioni annuncia un’ulteriore mossa normativa, volta a garantire la capacità di tutti i cittadini in Israele di contattare i centri di emergenza (100, 101, 102) utilizzando i propri dispositivi mobili, anche dopo lo spegnimento delle vecchie reti, 2G e 3G. Va notato che, nell’ambito dei preparativi per lo spegnimento delle reti, l’importazione commerciale di apparecchiature che operano esclusivamente su tecnologie 2G e 3G è vietata da gennaio 2022.

Nell’ambito del monitoraggio da parte del Ministero dello spegnimento delle vecchie reti, è stata identificata una lacuna significativa nel supporto tecnico di alcune apparecchiature terminali radio mobili (RT) per le chiamate ai centri di emergenza in Israele. Si tratta di dispositivi che normalmente supportano la tecnologia 4G (sia per la navigazione che per le chiamate), ma è stato riscontrato che non supportano l’effettuazione di chiamate ai centri di emergenza utilizzando la tecnologia 4G o 5G (VoLTE Emergency).

Attualmente, questi dispositivi effettuano chiamate di emergenza utilizzando il “fallback” sulla rete 3G. Con lo spegnimento delle vecchie reti, gli abbonati in possesso di questi dispositivi non saranno in grado di contattare i centri di emergenza (100, 101, 102), anche in aree in cui vi è una copertura di rete 4G completa e adeguata.
Il Ministero considera questo un rischio reale per la sicurezza pubblica, in particolare in tempi di difficoltà, e sta lavorando per fornire una soluzione tecnologica che consentirà ai possessori dei dispositivi esistenti di effettuare chiamate di emergenza in futuro. 
Come pubblicato sul sito web del Ministero lo scorso dicembre, il Ministero ha obbligato i proprietari di infrastrutture a operare una rete 2G dedicata per le chiamate di emergenza fino alla fine del 2028. Questa rete servirà tutti gli abbonati, anche quelli che non sono clienti diretti del proprietario dell’infrastruttura, e sarà supportata da infrastrutture aggiuntive per una completa sopravvivenza.

Contemporaneamente, e al fine di impedire l’ingresso sul mercato di ulteriori dispositivi che non supportano le chiamate di emergenza sulle generazioni avanzate, vengono intraprese due azioni nell’ambito dell’attuale consultazione:
1.    Restrizione all’importazione commerciale: 
Nell’ambito della consultazione, si propone di modificare la legge sulle comunicazioni (Bezeq e radiodiffusione), che limiterà l’importazione commerciale di dispositivi mobili che non supportano l’effettuazione di chiamate di emergenza tramite tecnologia VoLTE. La conformità a questa condizione sarà un prerequisito per ottenere un’esenzione dalla licenza di importazione commerciale. L’ordinanza entrerà in vigore entro 30 giorni dalla sua pubblicazione.

2.    Divieto di collegamento di nuovi dispositivi alle reti cellulari:
Nell’ambito della consultazione, si propone di modificare il regolamento per i fornitori autorizzati di servizi di telefonia radio mobile (RT), in modo che sia loro vietato collegare alla loro rete nuovi dispositivi che non supportano l’effettuazione di chiamate ai centri di emergenza tramite VoLTE. 

Va sottolineato che la direttiva non si applicherà agli abbonati che cambiano operatore, al fine di non danneggiare la concorrenza tra le aziende.

Link alla consultazione