Secondo l’atto d’accusa, nell’agosto 2020, sullo sfondo di una violenta e continua disputa tra famiglie, si è tenuto un incontro di riconciliazione tra le parti. Ancora prima dell’incontro, Alshamali e altri membri della sua famiglia avevano concordato di aggredire membri della famiglia rivale, e fu stabilito che il momento per attuare l’aggressione sarebbe stato alla fine dell’incontro di riconciliazione.

Alla fine dell’incontro, Alshamali e altri hanno teso un agguato a una persona che sospettavano fosse coinvolta in un precedente incidente violento. Durante l’agguato, quella persona è stata accoltellata, e Alshamali le ha sparato diversi colpi con una pistola, mentre la inseguiva in un quartiere residenziale. Anche dopo aver perso il contatto visivo con il bersaglio, Alshamali ha continuato a sparare contro un edificio residenziale dove erano presenti membri della famiglia, e durante gli spari, un proiettile ha penetrato un appartamento residenziale colpendo Sharifa, che era a casa con i suoi figli minori, una ferita che le ha causato la morte.

Davanti alla Corte Suprema, la divisione penale dell’Ufficio del Procuratore dello Stato, tramite l’avvocato Yael Sharaf, ha sostenuto che si tratta di un caso estremo nella sua gravità di omicidio con indifferenza, che include pianificazione preventiva, uso illegale di un’arma da fuoco nel cuore di un’area civile e completa indifferenza al rischio per la vita umana. L’accusa ha anche sottolineato la necessità di una lotta decisa contro il fenomeno della violenza grave, in particolare nella società araba, e l’uso di armi da fuoco per risolvere le dispute, al fine di proteggere la pace e la sicurezza pubblica.

La Corte Suprema ha accolto la posizione dell’accusa e ha stabilito che si trattava di un incidente eccezionalmente grave, affermando che “date le circostanze aggravanti molto estese ed eccezionali nelle azioni dell’appellante e la necessità esistente, in questo momento, di combattere il fenomeno degli spari per ‘risolvere conti in sospeso’ del tipo delle circostanze in questione, specialmente nel settore arabo, non abbiamo ritenuto che ci fosse spazio per il nostro intervento nella sentenza impostagli dalla Corte Distrettuale, sebbene sia eccezionalmente severa”.

Presso la Corte Distrettuale del Distretto Centrale, Lod, il caso è stato gestito dall’Ufficio del Procuratore del Distretto Centrale.