Gerusalemme, 18 maggio 2026 (TPS-IL) — Il Ministero dell’Energia e delle Infrastrutture di Israele ha pubblicato un nuovo rapporto politico contenente raccomandazioni per l’adozione e l’attuazione di strumenti di tassazione governativa che, secondo il Ministero, aiuteranno le aziende israeliane di ricerca e sviluppo nel settore energetico in fase di crescita avanzata ad affrontare una delle principali barriere alla crescita del settore: la transizione dalla fase di sviluppo tecnologico alla fase di commercializzazione.

Il rapporto si concentra su due raccomandazioni principali. La prima riguarda l’adeguamento del meccanismo di credito d’imposta per gli investimenti (ITC) attualmente implementato in Israele ai sensi della Legge sull’Incentivazione dell’Industria ad Alta Intensità di Conoscenza, che dovrebbe scadere alla fine del 2026. Questa scadenza crea un’opportunità per esaminare l’adeguamento delle condizioni di ammissibilità al beneficio, in modo che riflettano meglio le caratteristiche uniche delle aziende di ricerca e sviluppo nel settore energetico e consentano loro di beneficiare di questo strumento in una fase critica del loro sviluppo.

Il beneficio RTC utilizzato a livello mondiale è un credito d’imposta che si trasforma in una sovvenzione. Israele ha aderito, a partire dalla fine del 2025, alla riforma “PILLAR II” dell’OCSE, secondo la quale gli utili delle grandi multinazionali sono soggetti a un’imposta minima del 15%. Nell’ambito di questo programma, e con l’obiettivo di consentire ai paesi di mantenere condizioni attraenti per le aziende, i paesi sono autorizzati ad applicare benefici di tipo RTC, ma devono rispettare determinate regole (i benefici che soddisfano le condizioni sono chiamati QRTC). Nel marzo 2026, l’incentivo QRTC è stato aggiunto al corpus legislativo israeliano e a parte del sistema fiscale.

Il rapporto raccomanda di esaminare la possibilità di espandere il beneficio, in modo che consenta il sostegno alle aziende in crescita nella fase di dimostrazione commerciale, che hanno significative spese in conto capitale, ma non soddisfano i criteri previsti dalla legge.