L’accusa presentata dagli avvocati Miri Biton Harel e Daniel Iken dell’Ufficio del Procuratore Distrettuale Centrale afferma che, sullo sfondo di un debito finanziario nei confronti di altri individui, gli imputati hanno ricevuto i dettagli del denunciante e hanno cospirato per estorcerlo e alla sua famiglia per circa un anno con minacce, al fine di impedirgli di pagare somme di denaro. Gli imputati, in vari momenti, congiuntamente e separatamente, hanno contattato il denunciante tramite WhatsApp, identificandosi come “Hariri”, esercitando pressioni e incutendo timore, chiedendo decine di migliaia di shekel. Ciò, nonostante non fossero affatto parte della disputa finanziaria, e nonostante il denunciante avesse ripetutamente dichiarato agli imputati che il debito finanziario era stato saldato.
Il denunciante, che temeva le minacce degli imputati, ha consegnato loro, nel corso di diversi mesi, un totale di ₪60.000, che è stato consegnato in vari punti d’incontro.
Il caso è stato indagato dall’Unità Crimini del Distretto Settentrionale.
La procura chiede alla corte di ordinare la continuazione della detenzione degli imputati fino alla conclusione del procedimento legale nei loro confronti, poiché “le azioni degli imputati, che hanno agito di concerto, indicano premeditazione e sistematicità”.
L’Ufficio del Procuratore Distrettuale Centrale ha osservato che gli estorsori appartengono all’organizzazione criminale Hariri, attiva nelle regioni del Nord e dello Sharon, e nota per essere coinvolta in varie attività criminali, inclusa la riscossione di debiti.
La procura, insieme alla Polizia Israeliana, sta compiendo uno sforzo significativo per contrastare le attività dell’organizzazione criminale Hariri.
