Documenti recentemente declassificati mostrano che, per un periodo di anni a partire dal ciclo elettorale del 2020, la Repubblica Popolare Cinese ha effettuato quello che si ritiene essere il più grande compromesso di dati elettorali nella storia, con conseguente acquisizione illecita da parte della Cina di 220 milioni di file di elettori statunitensi. Queste informazioni includono nomi, indirizzi, numeri di telefono, preferenze di partito politico e altri dati sensibili che sarebbero necessari per registrarsi per votare e per impegnarsi in altre attività nefaste. Questa perdita di dati presenta un incubo di sicurezza elettorale senza precedenti. L’intelligence mostra persino che la Cina ha assegnato un’unità di sfruttamento dati specificamente a questo nuovo progetto.

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