La delegazione “Testimoni in Uniforme”, partita questa settimana (domenica) per un viaggio della memoria che segna 81 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, comprende 35 ufficiali di tutti i rami e direzioni, sia di servizio permanente che di riserva. Sono accompagnati dalla sopravvissuta all’Olocausto, la signora Irene Shasha, da rappresentanti di famiglie in lutto, la signora Yael Nizri – madre del Maggiore Guy Nizri z”l, il signor Avner Ben Ari – fratello del Maggiore Hagai Ben Ari z”l, dal rabbino della delegazione, il Tenente Colonnello (Ris.) Rabbino Shmuel Slotki – che ha perso entrambi i figli, Noam e Yishai, nelle battaglie del 7 ottobre, dal reduce Omri Miran, rapito dal Kibbutz Nir Oz e tornato dalla prigionia di Hamas dopo 738 giorni, e suo padre Dani.

Nell’ambito della delegazione, gli ufficiali e i partecipanti hanno visitato i campi di sterminio, ascoltato la testimonianza di una sopravvissuta all’Olocausto e partecipato a conferenze di rappresentanti di famiglie in lutto che hanno parlato dell’eroismo della generazione attuale di fronte all’eroismo dimostrato dagli ebrei durante l’Olocausto. Hanno approfondito l’eredità del popolo ebraico e partecipato alla “Marcia della Vita” alla presenza di migliaia di giovani da tutto il mondo.

La sopravvissuta all’Olocausto, la signora Irene Shasha, ha dichiarato: “Sono qui oggi, come unica rappresentante dei miei fratelli e sorelle, con una delegazione di decine di ufficiali e comandanti delle Forze di Difesa Israeliane, il cui popolo incarna l’essenza della forza e della dignità umana. Da qui, vi invio una promessa: continueremo a marciare con orgoglio, insieme. Nonostante tutti gli ostacoli, la nostra volontà e il nostro spirito ci portano avanti – insieme, indistruttibili. Am Yisrael Chai!”

Il comandante della delegazione, Generale di Brigata Guy Hasson, ha dichiarato: “Siamo qui insieme – unendo passato, presente e futuro – sul suolo insanguinato della Polonia dei nostri fratelli e sorelle che hanno combattuto per la loro vita unicamente perché erano ebrei – senza uno stato e senza un esercito. Noi siamo la generazione del presente e del futuro, rappresentanti delle Forze di Difesa Israeliane. Ufficiali che hanno scelto di far parte di coloro che portano la responsabilità – di essere una parte reale, di essere ovunque e in ogni momento necessario. La memoria ci obbliga ad agire, ad essere forti e ad essere uniti. La realtà di questi giorni ci dimostra continuamente quanto sia pesante la responsabilità che grava su di noi. Responsabilità per la sicurezza del nostro popolo. Responsabilità di essere professionali, determinati, di non arrendersi mai e di vincere.”

Il reduce Omri Miran ha detto: “Durante la mia prigionia, ho pensato molto ai miei nonni che sono riusciti a sopravvivere a uno dei periodi più bui che l’umanità abbia mai conosciuto. Mia nonna e mio nonno hanno insistito nel trasformare la loro tragedia nazionale e personale in nuove vite – hanno costruito una famiglia, hanno costruito la terra. Pieni di valori e di sionismo.”

“E proprio qui oggi – voglio ricordarci di questo obbligo. Proprio come hanno fatto le generazioni prima di noi, anche noi dobbiamo alzarci insieme. Fare tutto il possibile per migliorare le cose qui. Per il bene del paese, per il nostro bene, in memoria dei molti assassinati, in memoria dei caduti senza i quali non saremmo qui. E soprattutto, soprattutto – per il bene dei nostri figli.”