Dietro l’ondata di intensi attacchi contro i beni dell’associazione “Al-Qard Al-Hasan”, che finanzia Hezbollah in tutto il Libano, si cela una storia più ampia e un meccanismo economico attraverso cui l’organizzazione terroristica cerca di sopravvivere, riprendersi e rafforzare la sua presa sulla società libanese.

L’associazione “Al-Qard Al-Hasan”, fondata nel 1981, si presenta al pubblico libanese come un’istituzione comunitaria che fornisce prestiti e servizi di deposito. In pratica, nel corso degli anni, ha servito da spina dorsale economica di Hezbollah – e da meccanismo finanziario parallelo al sistema bancario ufficiale del paese.

A differenza delle banche a noi familiari, che sono soggette a regolamentazione e operano tramite sistemi di trasferimento digitale come SWIFT, l’associazione opera secondo un sistema di “economia in contanti”. I cittadini depositano dollari o oro – e l’organizzazione fornisce prestiti in contanti in cambio. Poiché non vengono effettuati trasferimenti bancari distinti, non ci sono tracce, e la mancanza di supervisione trasforma il deposito di ogni cittadino in parte di un “tesoro” di contanti “nero”.

Secondo le stime, il volume dei fondi gestiti tramite l’associazione supera i tre miliardi di dollari e serve circa 300.000 libanesi. Hezbollah ricicla fondi iraniani attraverso di essa, e ne trasferisce altri nel paese – il finanziatore centrale delle sue attività.

In sostanza, l’infrastruttura abilita una rete economica separata che alimenta quello che a volte viene chiamato lo “stato Hezbollah”: un sistema di servizi parallelo che include sanità, istruzione e aiuti civili.

Gli operativi dell’organizzazione terroristica vi detengono conti, attraverso i quali ricevono compensi regolari. L’intera associazione detiene la maggior parte dei fondi di Hezbollah, inclusi i depositi civili su cui l’organizzazione fa affidamento durante i combattimenti, che sono stati e continuano ad essere utilizzati per l’acquisto, il finanziamento e la produzione di armamenti e la prosecuzione dell’attività militare.

Indennità abitative e ricostruzione di case – come motore di dipendenza economica 

Il processo di recupero di Hezbollah dopo un conflitto non si basa esclusivamente sulla riabilitazione militare, ma anche sulla sua infrastruttura economica. “Al-Qard Al-Hasan” svolge un ruolo centrale in questo sforzo. L’associazione finanzia la ricostruzione di case distrutte in combattimento, comprese quelle di civili che avevano immagazzinato armi nelle loro proprietà. Ciò mantiene il modello operativo: ricostruzione civile esterna, preservando al contempo un’infrastruttura militare occulta.

Già nell’ottobre 2024, l’Aeronautica ha condotto attacchi contro le filiali bancarie camuffate dell’associazione, designandola come obiettivo. Da allora, l’organizzazione ha lavorato per riparare fisicamente i beni danneggiati in quelle operazioni. Contemporaneamente, l’organizzazione terroristica, attraverso la banca, ha ripreso i pagamenti di indennità abitative temporanee a quelle famiglie, rafforzando così il legame economico diretto tra essa e i cittadini.

Nel dicembre 2025, nonostante le pressioni internazionali per smantellare l’organizzazione, la banca ha emesso una dichiarazione ufficiale in cui affermava di continuare a operare attraverso tutte le sue filiali in tutto il Libano, presentando la sua attività come un meccanismo di prestito comunitario tra donatori e mutuatari per bisogni sociali. Tuttavia, anche dietro questa nuova definizione, continua ad emergere uno dei meccanismi centrali che consente a Hezbollah di sopravvivere e ricostruire la sua forza.

Gli attacchi a 30 filiali dell’associazione questa settimana le hanno ridotte in macerie. Ma secondo le informazioni disponibili all’IDF, in questo momento, Hezbollah sta dando priorità ai suoi operativi e incanalando verso di loro le rimanenti riserve di contanti – a scapito dei risparmi di centinaia di migliaia di cittadini libanesi. Durante la settimana, in arabo ha invitato i residenti del Libano a esigere immediatamente il loro denaro dai direttori di filiale e dall’associazione, che abbandona il pubblico per interessi stranieri mentre l’infrastruttura economica intorno ad essa crolla.

Gli attacchi estesi sono un passo operativo nell’ambito di un concetto più ampio, volto alla confisca completa del meccanismo finanziario di Hezbollah e al suo assoluto isolamento dal sistema economico globale. C’è un chiaro messaggio qui a Beirut: finché un sistema parallelo non regolamentato sarà permesso di operare all’interno del suo territorio, il paese si assumerà la responsabilità delle conseguenze. La ricostruzione non può avvenire attraverso canali terroristici, ma attraverso lo smantellamento dell’infrastruttura che permette all’organizzazione terroristica di rafforzarsi.