Gerusalemme, 4 maggio 2026 (TPS-IL) — Per ridurre il fenomeno della “povertà energetica”, il Western Negev Cluster, il Comune di Sderot e l’Unità Comunitaria, in collaborazione con l’associazione “Tnufa BeKhiylah”, l’Heschel Center for Sustainability e l’Israeli Green Building Council, e con il supporto del Ministero dell’Energia e delle Infrastrutture, hanno deciso di promuovere un progetto pilota per l’adattamento delle case popolari nella città di Sderot nel Negev, con l’obiettivo di promuovere una soluzione sistemica. Nell’ambito dell’attività, squadre di professionisti entrano negli appartamenti e negli edifici e, dopo un sopralluogo, realizzano una serie di interventi per “adattare” la casa.
Circa il 20% – 30% delle famiglie paga bollette elettriche elevate ogni mese, non necessariamente a causa di modelli di consumo dispendiosi, ma piuttosto a causa delle caratteristiche fisiche e funzionali della casa stessa. Quando l’edificio non fornisce un isolamento termico sufficiente nelle pareti esterne e nelle finestre, e quando i sistemi di riscaldamento, raffreddamento e acqua calda sono obsoleti o inefficienti, è necessario un maggiore consumo di elettricità per consentire un adeguato adattamento e mantenere condizioni di utilizzo di base, confortevoli e sane all’interno della casa.
Il risultato è una spesa mensile elevata e, a volte, anche una reale difficoltà nel mantenere condizioni di vita adeguate durante le stagioni. La povertà energetica è una situazione in cui la famiglia ha difficoltà a garantire, a costi ragionevoli e in conformità con la propria capacità finanziaria, un livello di adattamento e adeguate condizioni di utilizzo domestico, tra cui una temperatura interna ragionevole, un’illuminazione sufficiente, acqua calda e il corretto funzionamento delle necessità domestiche di base.
In questo senso, la povertà energetica non deriva solo dal livello di reddito, ma anche dalla qualità termica e funzionale dell’appartamento.



