Di Pesach Benson • 1 agosto 2025
Gerusalemme, 1 agosto 2025 (TPS-IL) — I funzionari israeliani hanno minimizzato l’impatto di un nuovo dazio statunitense del 15% sulle importazioni israeliane venerdì mattina, definendolo relativamente modesto rispetto a misure più severe imposte ad altre nazioni.
Il Ministero delle Finanze ha sottolineato che l’aliquota inferiore riflette “il dialogo e il confronto positivi tra Israele e l’amministrazione [Trump]”, e ha confermato i negoziati in corso volti a raggiungere “un accordo completo e migliorato”.
La Casa Bianca giovedì ha svelato un ampio ordine esecutivo del Presidente Donald Trump che aumenta i dazi di importazione su 68 paesi nel tentativo di favorire l’industria americana. Mentre Israele affronta un dazio del 15% — ridotto da un iniziale 17% proposto in aprile — altri paesi sono stati colpiti più duramente: Siria al 41%, Sudafrica al 30% e Canada al 35%, rispetto al 25%.
I nuovi dazi entreranno in vigore entro sette giorni.
Una dichiarazione della Casa Bianca ha riconosciuto che l’aliquota di Israele è stata abbassata durante le deliberazioni finali, ma ha affermato che la misura rappresenta comunque un cambiamento nei termini commerciali tra i due alleati.
Il Dr. Ron Tomer, presidente dell’Associazione dei Produttori di Israele, ha espresso delusione, affermando che la decisione non ha soddisfatto le aspettative dati gli stretti legami bilaterali.
“Sarebbe stato opportuno aspettarsi che il grande amico di Israele riducesse ulteriormente il dazio,” ha detto, “a un livello che esprimesse la vicinanza e le relazioni speciali tra i paesi in tutti i settori, compresi quello economico e industriale.”
Nonostante l’attrito, i funzionari israeliani rimangono ottimisti sul fatto che una soluzione negoziata possa attenuare il colpo della politica. Si prevede che i colloqui con i controparti statunitensi continueranno nelle prossime settimane.
