Gerusalemme, 13 ottobre 2026 (TPS-IL) — Il futuro di ICL Rotem (precedentemente Rotem Amfert Negev) è in bilico mentre cruciali battaglie normative raggiungono il culmine questo mese. L’impianto di fosfati con sede nel Negev, di proprietà di ICL Group, rischia la chiusura e il licenziamento di 950 lavoratori diretti se i permessi ambientali per lo stoccaggio dei suoi rifiuti verranno negati.

Il Consiglio Nazionale di Pianificazione e Edilizia sta attualmente discutendo l’espansione delle Piscine di Stoccaggio Fosfogesso 4 e 5 dell’impianto. I funzionari dell’azienda avvertono che la Piscina 5 raggiungerà la capacità massima entro aprile 2027, minacciando di interrompere tutte le linee di produzione.

I gruppi ambientalisti si oppongono fermamente all’estensione, citando gravi rischi per la falda acquifera Yehuda e per le acque sotterranee, ricordando il devastante disastro ecologico del torrente Ashalim nel 2017.

I comuni del sud, tra cui Dimona e Arad, stanno esortando un intervento governativo per prevenire una catastrofe economica per migliaia di famiglie che dipendono dal datore di lavoro industriale.