Nell’ambito di un accordo di patteggiamento tra le parti, l’avvocato Inbal Haim dell’Ufficio del Procuratore del Distretto Meridionale ha presentato un’accusa modificata in cui Ali Abu Alkian si è dichiarato colpevole. Dall’accusa emerge che, durante gli anni 2016-2020, l’imputato ha accumulato redditi da varie occupazioni. Nonostante ciò, si è astenuto dal tenere libri contabili e dal presentare dichiarazioni annuali, astenendosi inoltre dal dichiarare redditi per un importo di 2.000.000 di NIS.

Nell’ambito dell’accordo di patteggiamento, le parti hanno concordato che, se le inadempienze verranno sanate (pagamento dei suoi debiti nei confronti delle autorità fiscali), lo Stato chiederà una pena detentiva di 10 mesi e una pena sospesa, ed è stata concordata anche una multa di 350.000 NIS.

Durante le argomentazioni sulla pena, l’avvocato Haim ha sottolineato il danno ai valori protetti, al meccanismo di riscossione delle imposte, all’uguaglianza nel sostenere il carico fiscale e al danno alle casse pubbliche. Ha inoltre osservato che l’accordo riflette, tra l’altro, le difficoltà probatorie nel caso, le circostanze personali di Abu Alkian e il fatto che abbia pagato il debito all’Autorità delle Imposte sul Reddito per circa 700.000 NIS.

Nella sentenza, il giudice Achi’am Tzuriel del Tribunale di primo grado di Beersheba ha stabilito che Abu Alkian ha agito per ottenere un profitto facile a spese del pubblico e per evitare di pagare le tasse dovute. Non si è trattato di un atto isolato o di un fallimento momentaneo, poiché le azioni sono state compiute sistematicamente per 5 anni.