Di Pesach Benson • 19 agosto 2025

Gerusalemme, 19 agosto 2025 (TPS-IL) — Un raro peso in piombo di 2.150 anni fa, recante il nome di un funzionario commerciale dell’era ellenistica, è stato recuperato a Gerusalemme, ha annunciato martedì l’Autorità Israeliana per le Antichità (IAA). Il manufatto, conservato in eccellenti condizioni, è stato sequestrato in un negozio di antiquariato a seguito di un’operazione sotto copertura dell’Unità di Prevenzione dei Furti dell’IAA.

Il peso, datato 148/7 a.C., porta un’iscrizione greca che recita: “Eliodoro figlio di Apollonio, Agoranomo”. Il titolo lo identifica come un *agoranomos*, il funzionario municipale responsabile della regolamentazione dei pesi e delle misure e della prevenzione delle frodi nel commercio.

“Il peso è assolutamente preciso: una mina, l’unità standard dell’epoca, pari a cento dracme greche”, ha dichiarato l’IAA in un comunicato. Sul pezzo appare anche un segno simile alla lettera greca “M”, che probabilmente indica l’unità mina. Accanto all’iscrizione, è stato scolpito un simbolo di delfino, sebbene il suo significato e la sua possibile connessione con la città di origine siano ancora oggetto di studio.

Gli ispettori dell’IAA hanno dichiarato che l’oggetto è stato quasi certamente saccheggiato.

“La rimozione di un manufatto archeologico dal suo sito senza un’adeguata escavazione comporta la perdita di preziose informazioni storiche”, ha spiegato Ilan Haddad, capo della Supervisione del Commercio di Antichità presso l’IAA. “Se avessimo trovato il manufatto nel suo preciso contesto archeologico, avrebbe potuto arricchire significativamente la nostra conoscenza storica. Al momento, purtroppo, possiamo solo ipotizzare da quale antica città sia stato saccheggiato l’oggetto e quale fosse il suo contesto.”

La scoperta fa luce sull’amministrazione ellenistica che governò la Terra d’Israele dopo le conquiste di Alessandro Magno. Secondo il ricercatore dell’IAA Ido Zangen, i nomi Eliodoro e Apollonio suggeriscono la diffusione della cultura greca tra la popolazione della regione.

“I nomi greci di Eliodoro e di suo padre, Apollonio, attestano una popolazione ellenizzata”, ha detto Zangen. “Entrambi i nomi sono legati alle divinità solari greche – Helios e Apollo – e indicano un’affinità culturale-religiosa con la cultura ellenistica che governava la regione in quel periodo. Questi nomi erano particolarmente comuni in Idumea, dove la divinità locale Qos era identificata con le divinità solari greche.”

L’IAA sta indagando se il peso provenga da Maresha, la capitale dell’Idumea nel periodo ellenistico. A Maresha sono stati scoperti altri manufatti legati all’ufficio dell’*agoranomos*, con nomi e date che corrispondono strettamente a quelli del peso di Gerusalemme.

Pesi e vasi dello stesso periodo menzionano funzionari di nome Apollonio, Eliodoro e Antipatros, portando i ricercatori a suggerire che tali incarichi rimanessero spesso all’interno di famiglie prominenti. “È ben noto che nel mondo antico, gli uffici governativi – compreso quello dell’*agoranomos* – passavano spesso all’interno delle famiglie, di padre in figlio”, ha spiegato Zangen. “Tuttavia, questi nomi non erano particolarmente rari, quindi non c’è certezza assoluta che il presente peso provenga da Maresha.”

L’IAA ha sottolineato che ai commercianti di antichità è vietato per legge acquistare oggetti di origine sconosciuta, definendolo un reato penale. L’agenzia sta lavorando per identificare i responsabili del saccheggio e del traffico del peso.

Il Ministro del Patrimonio, Rabbino Amihai Eliyahu, ha elogiato il recupero, affermando: “La lotta contro i saccheggiatori di antichità e il commercio di antichità aiuta a preservare i tesori culturali dello Stato di Israele. Ogni manufatto storico ci permette di ricomporre ulteriori tasselli del puzzle storico del popolo di Israele e della Terra d’Israele.