La banda, guidata da un detenuto, operava con violenza, incendiando proprietà e attività commerciali, incutendo timore a debitori e loro famiglie, e terrorizzando cittadini comuni, il tutto sfruttando cinicamente il loro disagio finanziario per imporre la propria autorità e riscuotere debiti. Parallelamente al blitz e agli arresti effettuati durante la mattinata, è stata condotta una perquisizione mirata nella cella del capo della banda, un detenuto che sta scontando la sua pena nel carcere di Shatta. Durante la perquisizione, è stata sequestrata una grande quantità di beni utilizzati per attività criminali, tra cui veicoli di lusso, beni immobili, ingenti somme di denaro contante e molti documenti.