Di David Israel • 3 novembre 2026

Gerusalemme, 3 novembre 2026 (TPS-IL) — Un nuovo rapporto sostiene che i libri di testo di storia e politica nelle scuole secondarie tedesche offrono agli studenti un’immagine distorta del conflitto israelo-palestinese. Secondo il testo, i libri minimizzano la violenza palestinese contro i civili israeliani e le preoccupazioni di sicurezza che modellano la politica israeliana.

Il rapporto è stato prodotto dalla Fondazione Amadeu Antonio e dal Mideast Freedom Forum. Ha esaminato 16 libri di testo di storia e politica utilizzati nelle scuole secondarie di Berlino e Brandeburgo. Gli autori hanno giudicato il materiale inadeguato e spesso unilaterale nel modo in cui ritrae Israele.

Secondo il rapporto, la Seconda Intifada è ampiamente ignorata nel materiale didattico e Hamas è rappresentato in modo acritico. Si afferma inoltre che i libri valutano diversamente le vittime palestinesi e quelle israeliane.

La critica principale del rapporto riguarda il modo in cui i libri spiegano il fallimento degli sforzi di pace. Si afferma che i libri di testo spesso incolpano Israele di tale fallimento. La costruzione di insediamenti, la barriera di sicurezza e il rifiuto da parte di Israele di un diritto al ritorno palestinese vengono presentati come ostacoli alla pace, a differenza del terrorismo palestinese contro i civili israeliani. Secondo il parere degli autori, tale omissione priva gli studenti del contesto necessario a comprendere perché Israele abbia costruito la barriera o adottato le sue politiche di sicurezza.

Il rapporto segnala inoltre un problema che va oltre la pagina stampata. Secondo quanto riferito, i docenti delle scuole tedesche tendono a evitare di parlare di Israele in classe, temendo dibattiti che non sono in grado di gestire. Se così fosse, gli studenti potrebbero ricevere poche correzioni per le lacune contenute nei loro libri di testo.

Risultati analoghi erano stati registrati nella Renania Settentrionale-Vestfalia nel 2015. Quell’anno una commissione mista israelo-tedesca pubblicò uno studio più ampio. Analizzò 1.200 libri di testo di storia, geografia e studi sociali di cinque Stati tedeschi, concludendo che i libri erano sbilanciati a favore della prospettiva palestinese. La commissione raccomandò che i libri di testo evitassero una visione nettamente partigiana a favore dell’una o dell’altra parte e sottolineassero che sia gli israeliani sia i palestinesi rivendicano la terra. La copertura mediatica di quello studio rilevò inoltre che le risposte militari al terrorismo palestinese venivano spesso presentate come problematiche allo stesso livello del terrorismo stesso.

I risultati sollevano un interrogativo fondamentale su come una democrazia dovrebbe insegnare un conflitto così aspramente conteso. Pochi contesterebbero che i libri di testo debbano essere accurati ed equilibrati. La questione più complessa è cosa significhi equilibrio quando l’argomento comprende terrorismo, occupazione e narrazioni nazionali concorrenti.

I critici del rapporto potrebbero sostenere che i suoi autori, una fondazione e un think tank focalizzato sul Medio Oriente, abbiano una loro prospettiva, e che un campione di 16 libri provenienti da due Stati non possa rappresentare l’intera Germania. Gli educatori potrebbero anche affermare che i libri di testo comprimono necessariamente una storia complessa, e che le omissioni non segnalano sempre un pregiudizio. Tali obiezioni meritano una risposta, ma non replicano alla denuncia specifica del rapporto: ovvero che eventi gravi, come la Seconda Intifada e gli attacchi contro i civili israeliani, ricevano scarsa attenzione.

Per i responsabili politici tedeschi, la lezione pratica è lineare. Le revisioni dei libri di testo dovrebbero essere ripetute, dovrebbero coprire una porzione maggiore del Paese ed essere condotte da ricercatori con punti di vista differenti. I docenti necessitano inoltre di formazione e supporto per gestire discussioni difficili in classe. Senza entrambi gli elementi, gli studenti potrebbero uscire dalla scuola conoscendo meno di quanto dovrebbero su uno dei conflitti più gravidi di conseguenze al mondo.