Il caso dei sospetti maltrattamenti su minori in un asilo nido di Ariel riguarda svariate centinaia di crudeli episodi di violenza, tra cui scaraventamenti a terra, soffocamenti, scuotimenti, legature e capelli tirati, fino al sospetto di stordimento e perdita di coscienza di bambini di circa un anno e persino più piccoli: al termine di un’intensa indagine nel distretto di Giudea e Samaria, è stata depositata una dichiarazione del pubblico ministero contro la direttrice e due educatrici con l’accusa di presunti maltrattamenti su bimbi.
Una squadra investigativa speciale composta da inquirenti della stazione di Ariel e dell’Unità di contrasto al crimine dell’area della Samaria ha portato a termine l’interrogatorio delle tre principali sospettate nel caso dei sospetti abusi su soggetti indifesi nei confronti di bambini di età compresa tra i dieci mesi e un anno e tre mesi in un asilo nido della città di Ariel.
L’indagine sul caso è iniziata ai primi di ottobre, dopo la ricezione di una segnalazione relativa a comportamenti sospetti all’interno dell’asilo. Una volta ricevuta la segnalazione, gli investigatori della stazione di Ariel si sono attivati per ottenere i mandati autorizzati dal tribunale e hanno sequestrato le telecamere di sicurezza della struttura.
Visionando il materiale, gli investigatori sono venuti a conoscenza di un primo episodio che ha destato i loro sospetti e ha portato all’arresto della prima sospettata, un’educatrice dell’asilo sulla quarantina. Parallelamente, gli investigatori hanno visionato i filmati di altri episodi da cui sono emersi sospetti di maltrattamenti sui bimbi da parte di un’altra educatrice, una cittadina straniera senza permesso di lavoro sulla trentina, nonché da parte della direttrice dell’asilo nido.
Quella stessa mattina, contestualmente agli arresti e alla visione di questi duri filmati, gli investigatori della polizia hanno avviato, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, le misure previste dalla «Legge sulla vigilanza degli asili nido per la prima infanzia». A causa del timore per l’incolumità dei bambini, è stato emesso un ordine di chiusura della struttura per 60 giorni.
Gli investigatori della polizia hanno intensificato le attività e, nell’ambito dell’indagine, sono state esaminate oltre 2.400 ore di registrazioni, relative a oltre 60 giorni di attività dell’asilo. Inoltre, per questa indagine delicata e complessa è stata istituita una squadra speciale, affiancata dal rafforzamento di investigatori e varie figure operative nel distretto di Giudea e Samaria.
Le risultanze delle indagini hanno sollevato il sospetto di gravi maltrattamenti nei confronti di bambini indifesi, affidati alla responsabilità e alla custodia delle indagate. Durante la visione dei filmati delle telecamere di sicurezza sono emersi sospetti di crudeli atti di violenza, tra cui scaraventamenti a terra, soffocamento, capelli tirati, scuotimenti e perfino legature, nonché di atti che avrebbero portato, secondo i sospetti, fino allo stordimento e alla perdita di coscienza dei bimbi.
Con il progredire delle indagini e la scoperta di questi fatti da parte degli investigatori, sono emersi sospetti anche a carico di altre tre educatrici impiegate nella struttura nell’anno in corso e in quello precedente. Anche loro sono state arrestate dalla polizia e successivamente rilasciate su disposizione del tribunale con la misura restrittiva degli arresti domiciliari. Le indagini nei loro confronti sono ancora in corso.
La custodia cautelare delle tre principali sospettate è stata prorogata di volta in volta dal tribunale su richiesta della polizia. Oggi, con la conclusione delle indagini e la formalizzazione del quadro probatorio a loro carico, è stata depositata una dichiarazione del pubblico ministero circa l’intenzione della Procura del Distretto Centrale di rinviarle a giudizio nei prossimi giorni, e la loro custodia è stata prorogata fino alla data del 8.11.26. Con il completamento della fase investigativa e il deposito della dichiarazione del pubblico ministero contro le tre principali sospettate, gli investigatori della polizia hanno avviato il sequestro dei conti bancari e dei relativi saldi nell’ambito del procedimento penale. L’indagine sul caso delle restanti sospettate prosegue.